Fermare i finanziamenti alle armi per investire in sanità e formazione è la ricetta promossa da monsignor Giovanni Ricchiuti, vescovo emerito della diocesi Altamura-Gravina-Acquaviva, che ha partecipato a un incontro pubblico a Putignano, organizzato dalla scuola socio-politica “Cercasi un fine”.

Monsignor Giovanni Ricchiuti ha partecipato a un appuntamento del ciclo di incontri dedicato alla pace dalla scuola socio-politica “Cercasi un fine”. Nel suo intervento, il presule ha spaziato all’interno dello scenario geopolitico, passando in rassegna le varie guerre.

Quelle più raccontate, come il conflitto russo-ucraino e israelo-palestinese, come pure quelle meno conosciute. “Non dobbiamo avere paura di chiamare genocidio quello che sta avvenendo nella Striscia di Gaza. La situazione, come in Ucraina, è complessa, ma dobbiamo guardare alla realtà senza filtri politici” ha detto mons. Ricchiuti, “bisogna fermare i finanziamenti delle armi. Oggi spendiamo centinaia di miliardi di euro che potrebbero essere investiti nella sanità e formazione invece che per fabbricare armi”.

“Bisogna avere il coraggio di dire di no, di aiutare i nostri giovani a desiderare la pace e seminarla nel nostro mondo, anche laddove non c’è guerra” ha concluso Ricchiuti.

Per la sindaca Luciana Laera la presenza del presidente di Pax Christi “è un grande onore. La sua voce ci aiuta a comprendere la situazione geopolitica ed orientarci in quella pace che tutti desideriamo”.

Il parroco Giovanni Belsito ha commentato: “La presenza di don Giovanni si inserisce nel percorso ideato insieme all’Azione Cattolica parrocchiale nella scuola di formazione socio-politica con l’associazione Cercasi un fine. Un percorso che sta attenzionando il tema della Pace, accompagnato da un grande quesito: la pace è possibile? Stiamo cercando di capirlo incontro dopo incontro, maturando che dipende dall’uomo e che la guerra, sicuramente, non è una soluzione”.

Prossimo appuntamento per la scuola sarà venerdì 15 marzo, quando l’incontro di formazione sarà tenuto da don Rocco D’Ambrosio, direttore scientifico dell’associazione “Cercasi un fine”.

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