La Puglia è la prima regione d’Italia per festival letterari ma è in fondo alle classifiche dei lettori. Come mai? La chiacchierata, per conto di “Caffè social”, con l’editore Alessio Rega ha messo in luce alcuni aspetti che potrebbero spiegare questo ritardo.

Innanzitutto, partiamo col dire che queste kermesse dedicate ai libri, spesso sono solo strumenti di marketing turistico, e che di conseguenza sono poco funzionali alla promozione di testi e autori. In particolare, su questi ultimi va chiarito che sono pochi quelli che realmente attirano un pubblico “proprio” e consolidato.

Nel grande circuito letterario c’è quasi una sovra produzione di opere che, però, difficilmente raggiungono il grande pubblico. Magari diventano celebri in seguito alla realizzazione di un film o di una serie, come è capitato ultimamente anche per autori e storie pugliesi. I paesaggi della nostra Puglia, e della terra di Bari, sono perfetti per ambientare qualsiasi genere di racconto o poesia. Dal mare alle campagne, dai trulli alle zone commerciali e moderne delle città. Queste ultime, poi, piccoli borghi o città con aeroporto internazionale, sono una miniera di storie. Il covid ha impattato pesantemente nella nostra quotidianità. Abbiamo imparato a piangere le vittime della pandemia ma anche abbiamo imparato a fare i conti con i problemi economici che sono arrivati per molte persone. C’è chi ha perso il lavoro o chi lo ha visto drasticamente ridursi e fa fatica a far quadrare i conti. Tuttavia, c’è una parte della popolazione che non ha avuto questo genere di problemi e, date le restrizioni che ci impongono più spesso di stare a casa, hanno avuto la possibilità anche di leggere di più.

Il tempo è la risorsa più preziosa perché non può essere restituita. Una volta che è passato non tornerà. Allora perché non approfittare del tempo in maniera completa e appagante? Servono campagne di sensibilizzazione o altri appuntamenti mondani? Certo che no. Servono iniziative che siano davvero legate alla lettura, manifestazioni che mettano al centro il lettore e non la scenografia. Per farla breve, non è la location che conta e tanto meno il rumore che produce ma, al contrario, la possibilità di favorire che abbia voglia di leggere, anche non solo gli autori rilanciati dai grandi media.

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By Gennaro Del Core

Comunicatore, giornalista e consulente in relazioni pubbliche

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