I dati diffusi da Istat sul secondo trimestre 2025 mostrano un quadro complesso del mercato del lavoro italiano. Gli occupati restano sostanzialmente stabili rispetto al trimestre precedente e crescono di 226mila unità su base annua, ma l’aumento si concentra quasi esclusivamente tra gli over 50, mentre gli under 35 arretrano ancora.
Over 50 protagonisti del lavoro
Per la prima volta il numero di occupati over 50 ha superato la soglia dei 10 milioni di unità, con un incremento di 96mila lavoratori rispetto al trimestre precedente e di 422mila rispetto al secondo trimestre 2024. Una crescita che riflette da un lato l’innalzamento dell’età pensionabile e le politiche di contenimento dei prepensionamenti, dall’altro l’invecchiamento complessivo della popolazione.
Giovani sempre più marginali
Gli under 35, al contrario, continuano a rappresentare la fascia più debole del mercato del lavoro. Oggi sono appena poco più della metà degli over 50: circa 5 milioni di occupati contro 10 milioni. Un dato che conferma un trend di lungo periodo: negli ultimi dieci anni la quota di giovani al lavoro è passata dal 52,4% al 44,3%. Alla base di questo calo vi sono fattori demografici (meno nascite), ma anche l’allungamento del percorso di studi universitari e il ritardo con cui i giovani si affacciano al mercato del lavoro.
Il dato storico del Sud
Tra le note positive emerge il risultato del Mezzogiorno, che per la prima volta dal 2004 ha superato la soglia del 50% di tasso di occupazione, attestandosi al 50,1%. Una cifra simbolica che testimonia il lento recupero del Sud, sostenuto dalla crescita di 96mila occupati in più su base annua.
Un traguardo salutato con soddisfazione anche dalla premier Giorgia Meloni, che ha parlato di un’Italia «sulla strada giusta», e dalla ministra del Lavoro Marina Calderone, che ha sottolineato la necessità di puntare su giovani e donne per consolidare questo progresso.
Numeri positivi, ma da leggere con cautela
I dati Istat evidenziano dunque un incremento occupazionale, ma non frutto di una vera espansione economica. Il mercato del lavoro italiano appare sempre più sbilanciato verso le generazioni più mature, con rischi evidenti: una società fondata sui grandi, in cui l’apporto delle nuove generazioni resta insufficiente, non può garantire equilibrio nel lungo periodo.
La sfida sarà ora duplice: garantire la stabilità agli over 50 e creare opportunità concrete per i giovani, affinché il Paese non perda in innovazione e competitività.

