Il 4 marzo 2026, in occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità, ADI Puglia e ADI Basilicata promuovono un doppio appuntamento tra convegno scientifico e tavola rotonda pubblica, con la proiezione del film “The Whale” per riflettere sul vissuto delle persone affette da obesità.
BARI – Superare pregiudizi e semplificazioni, riconoscere l’obesità come malattia cronica multifattoriale e rimettere al centro la persona. È questo l’obiettivo dell’iniziativa promossa da Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica – nelle sue sezioni regionali Puglia e Basilicata – in programma il 4 marzo 2026 a Bari, in concomitanza con la Giornata Mondiale dell’Obesità e alla luce della legge 149/2025 dedicata a prevenzione e cura.
L’appuntamento si articolerà in due momenti. Alle ore 15.00 è previsto un convegno scientifico rivolto agli operatori sanitari, dedicato agli aspetti clinici, preventivi e terapeutici della patologia, con un focus sull’approccio multidisciplinare. Responsabili scientifici dell’evento sono la dottoressa Valeria Lagattolla, presidente ADI Puglia, e il dottor Rocco Eletto, presidente ADI Basilicata.
Alle 18.00, presso Anche Cinema di Corso Italia 112, spazio alla tavola rotonda pubblica dal titolo “La sfida dell’obesità”, pensata come momento di confronto tra istituzioni, professionisti sanitari e cittadini. L’obiettivo è affrontare non solo gli aspetti medici, ma anche quelli sociali e culturali che ancora oggi alimentano stigma e discriminazione, ostacolando diagnosi precoce, accesso alle cure e qualità della vita.
Tra gli interventi previsti: rappresentanti della Commissione Sanità della Regione Puglia, specialisti dei disturbi del comportamento alimentare della ASL Bari, medici di medicina generale, pediatri, dirigenti sanitari e referenti del mondo sociale e associativo, tra cui esponenti della Federazione Italiana Associazioni Obesità. A moderare il dibattito sarà Valeria Lagattolla.
A chiudere la serata, la proiezione del film The Whale di Darren Aronofsky, interpretato da Brendan Fraser, scelta come occasione di riflessione sul vissuto umano e relazionale delle persone con obesità, oltre il dato clinico e oltre il peso corporeo.
L’iniziativa punta a promuovere maggiore consapevolezza, favorire l’integrazione tra diverse competenze – mediche, psicologiche e sociali – e contrastare lo stigma che ancora accompagna questa condizione. Perché la sfida, sottolineano gli organizzatori, non è solo sanitaria, ma culturale: riconoscere l’obesità come malattia significa anche restituire dignità e diritti a chi ne è colpito.

