Musicista napoletano e allievo del grande Leonardo Leo, Gennaro D’Alessandro è uno dei molti autori del Settecento ancora in attesa di una piena riscoperta. A riportarlo oggi all’attenzione del pubblico è l’Ensemble Barocco Benedetto Marcello, formazione partenopea da sempre dedita alla valorizzazione di opere rare o dimenticate. Il gruppo ha infatti ricostruito – e inciso per l’etichetta Tactus, ottenendo una nomination agli ICMA Awards 2025 nella sezione Baroque Vocal – le vicende di un capolavoro di D’Alessandro che si riteneva perduto per sempre nei bombardamenti di Dresda durante la Seconda guerra mondiale.

Si tratta del dramma in musica Ottone, su libretto di Antonio Salvi nell’adattamento di Carlo Goldoni, che il festival itinerante Apulia Antiqua, diretto da Giovanni Rota, presenta domenica 16 novembre alle ore 18 a Monopoli, negli spazi suggestivi del Monastero di San Leonardo. In programma le parti ritrovate di una versione successiva dell’opera, rielaborata per i teatri di Praga, Lipsia e Amburgo e nota come «Adelaide, regina d’Italia».

Per l’occasione, l’Ensemble Benedetto Marcello si presenterà con una formazione cameristica composta dal soprano maschile Francesco Di Vito, dai violinisti Gianfranco Lupidii e Luca Matani, da Amedeo Grazia alla viola, Graziano Nori al violoncello ed Ettore Maria Del Romano al clavicembalo. Accanto ai brani ritrovati di Adelaide, regina d’Italia, il programma include anche pagine strumentali dello stesso D’Alessandro, veri esempi del suo stile raffinato e della sua scrittura brillante.

L’opera Ottone debuttò al Teatro Grimani di San Giovanni Grisostomo di Venezia durante la stagione di carnevale 1739-1740, alla presenza di Federico Cristiano Leopoldo, principe elettore ereditario di Sassonia, cui il lavoro era dedicato. Dopo una lunga e complessa indagine musicologica, nel 2019 Giovanni Tribuzio è riuscito a ricostruirne la trama musicale grazie a varie fonti superstiti. Una partitura conservata alla Biblioteca Estense Universitaria di Modena tramanda infatti l’opera in forma parziale – recitativi e dieci arie – inserita in un pasticcio confezionato da Paolo Scalabrini per la compagnia itinerante di Pietro Mingotti: è questa la versione che circolò come Adelaide, regina d’Italia nei teatri di Praga, Lipsia e Amburgo nel 1744.

Alla ricostruzione si è aggiunta una scoperta di grande rilievo: un nucleo consistente di arie conservate nella biblioteca privata del compositore e musicologo Everett Burton Helm, oggi suddivisa tra la Lilly Library di Bloomington e la National Library of Australia di Canberra. Tali fonti tramandano le fioriture vocali originali delle rappresentazioni amburghesi del 1744, offrendo agli interpreti moderni uno sguardo prezioso sulla prassi esecutiva del tempo.

Con questo ritrovamento e la sua restituzione sonora, Apulia Antiqua e l’Ensemble Benedetto Marcello compiono un nuovo passo nel recupero della memoria musicale del Settecento italiano, restituendo vita e voce a un autore rimasto troppo a lungo nell’ombra.

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