L’ospedale “Don Tonino Bello” di Molfetta ha ricevuto un densitometro osseo digitale di ultima generazione, donato dall’associazione “La Doppia Elica”. Questa strumentazione avanzata permette valutazioni precise della salute delle ossa, migliorando la diagnosi e la prevenzione dell’osteoporosi e altre patologie scheletriche.

L’ospedale “Don Tonino Bello” di Molfetta ha recentemente acquisito un densitometro osseo digitale di ultima generazione, grazie alla donazione dell’associazione “La Doppia Elica”. Questa nuova strumentazione permette valutazioni precise della salute delle ossa, migliorando la diagnosi e la prevenzione delle patologie scheletriche.

Durante l’inaugurazione del nuovo ambulatorio, erano presenti Luigi Fruscio, direttore generale facente funzioni della ASL, Anna Mundo, direttrice medica dell’ospedale, Maria Rosaria Fracella, responsabile della Radiologia, Angela Ingrosso, presidente dell’associazione, il sindaco Tommaso Minervini, e don Beppe De Ruvo per la cerimonia di benedizione. Fruscio ha ringraziato l’associazione per il loro impegno e supporto nella miglioramento delle cure sanitarie.

Maria Rosaria Fracella ha sottolineato come la nuova strumentazione permetta di effettuare valutazioni precise della densità minerale ossea e della composizione corporea, oltre a studiare la morfometria vertebrale e le condizioni post-protesi. Angela Ingrosso ha ricordato che, nel maggio 2022, l’associazione aveva già donato un ecografo di ultima generazione, evidenziando il valore della collaborazione con l’ospedale.

Il densitometro digitale è essenziale per diagnosticare l’osteoporosi, una malattia che rende le ossa fragili e più esposte alle fratture, colpendo circa 4,5 milioni di persone in Italia, principalmente donne in menopausa e anziani. Una diagnosi accurata e precoce permette di attivare terapie efficaci per ridurre il rischio di fratture, migliorando la qualità della vita dei pazienti e riducendo i costi sanitari.

Oltre alla diagnosi dell’osteoporosi, il densitometro consente di visualizzare potenziali fratture atipiche del femore, valutare le fratture vertebrali, studiare la calcificazione dell’aorta addominale e analizzare la composizione corporea, predicendo il rischio cardiovascolare e metabolico.

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