Un irresistibile gioco di maschere, inganni e ipocrisie borghesi arriva sul palco del Teatro Abeliano di Bari con L’uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello, nell’adattamento e con la regia di Augusto Zucchi, prodotto dalla Compagnia Tiberio Fiorilli. Lo spettacolo, in programma domenica 19 ottobre alle ore 18, si inserisce nella stagione teatrale “Tempi Moderni” diretta da Vito Signorile e propone una vivace rilettura di una delle commedie più corrosive e attuali del grande drammaturgo siciliano.

Dopo una forte accoglienza durante la tournée estiva in Sicilia, tra Agrigento e provincia, l’allestimento approda a Bari per raccontare con ironia e intensità il fragile equilibrio tra morale e desiderio, tra l’immagine pubblica e la realtà nascosta.

Ispirato all’opera pirandelliana del 1919, alla novella Richiamo all’obbligo e al celebre film di Steno con Totò e Orson Welles, l’adattamento di Zucchi è un concentrato di ritmo, ambiguità e comicità amara. Al centro della vicenda, il professor Paolino (interpretato dallo stesso Augusto Zucchi) incarna “l’uomo” perbene, il moralista che nasconde una relazione segreta con la signora Perella (interpretata da Anita Torrasi), simbolo di una “virtù” solo apparente.

La donna, moglie devota e madre morigerata, vive in realtà l’abbandono del marito, il Capitano di marina Perella, detto “la bestia” (Emanuele Durante), uomo rude e infedele che convive con un’altra a Napoli. Quando la signora Perella scopre di essere incinta, l’equilibrio ipocrita che regge la loro esistenza esplode in una catena di equivoci e ribaltamenti: Pirandello gioca ancora una volta con le maschere sociali, smascherando le finzioni della rispettabilità borghese.

Accanto ai protagonisti, Marco Santolamazza dà vita con brillante versatilità ai gemelli farmacisti, Leonardo Zucchi interpreta Nonò, mentre Augusto Mario Zucchi veste i panni dello scolaro Giglio, arricchendo la commedia di sfumature grottesche e momenti di irresistibile comicità.

Le scene di Alessandro Durante, i costumi di Francesca Chiarello, i contributi multimediali di Michele Scarpuzza, la direzione artistica di Dino Signorile e l’organizzazione generale di Luca Amoruso contribuiscono a creare un universo sospeso tra la satira sociale e la farsa surreale. Le musiche di Luciano Francisci e le canzoni tratte dalle didascalie pirandelliane amplificano il tono ironico e visionario della narrazione.

Con questo nuovo allestimento, la compagnia Tiberio Fiorilli e Augusto Zucchi offrono al pubblico un Pirandello attuale, vivace e mordace, dove la risata si intreccia alla riflessione, e l’ipocrisia della morale si rivela per ciò che è: una maschera fragile, pronta a cadere al primo colpo di verità.

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