Celebrare il passato per costruire il futuro, rendendo omaggio a chi ha contribuito con ingegno, lavoro e visione allo sviluppo industriale della Puglia e dell’Italia. È questo il cuore dell’evento “Calabrese – una storia italiana di imprenditoria creativa, di resilienza e di rinascita”, in programma sabato 16 maggio alle ore 9.30 presso AncheCinema, a Bari.
Al centro dell’iniziativa ci sarà la presentazione del documentario “L’inventore del Levante”, prodotto dall’imprenditore Giuseppe Bruno e diretto dal regista Giuseppe Rossi. L’opera racconta l’incredibile vicenda di Giuseppe Calabrese, imprenditore barese di umili origini che, partendo da una piccola officina, riuscì a rivoluzionare il mondo dei veicoli industriali con l’invenzione del camion ribaltabile.
La storia prende forma nel secondo dopoguerra, in un’Italia impegnata a rialzarsi dalle macerie del conflitto e pronta ad avviarsi verso il boom economico. In quel contesto, a Bari, Giuseppe Calabrese cresce tra gli attrezzi dell’officina del padre e sviluppa fin da giovane un talento straordinario per la meccanica. Nel 1947, alla Fiera del Levante, presenta il primo camion ribaltabile: un’innovazione destinata a cambiare il lavoro nei cantieri e ad aprire nuove prospettive per l’industria meccanica.
Da quel momento, l’azienda Calabrese conosce una crescita significativa, arrivando a produrre veicoli industriali esportati in tutto il mondo. Il documentario, attraverso immagini e testimonianze, ricostruisce non solo la vicenda personale dell’imprenditore, ma anche il contesto storico e produttivo in cui la sua intuizione prese forma, trasformandolo nel simbolo di un’Italia capace di rinascere grazie all’intraprendenza, alla creatività e al lavoro.
“L’inventore del Levante”, della durata di 52 minuti, è prodotto da OMC Axles & Trailers, società nata nel 1984 come indotto delle grandi imprese del settore metalmeccanico e che nel 2021 ha acquisito le ex Officine Calabrese. Il documentario si avvale della partecipazione di Damiano Basile, Ugo Bisceglie, Giuseppe Bruno, Lorenzo Calabrese, Vincenzo Calabrese, Giuseppe Carmosino, Enza De Mola, Gustavo Delgado, Rocco Durante, Riccardo Figliolia, Orlando Lisco, Giovanni Mercadante, Lino Patruno, Silvano Prayer, Elio Santamato, Cesare Schiraldi, Max Sisto, Aurelio Valente e Nicola Viterbo.
«La prima volta che ho messo piede in Calabrese, sono stato rapito da alcune immagini e documenti, ho intuito il valore di una storia straordinaria ed ho deciso di porre in essere azioni per il rilancio, coniugando storia ed innovazione», racconta Giuseppe Bruno. Un percorso, spiega il produttore, pensato come una rinascita: «Come un’araba fenice ho iniziato a realizzare un percorso per far risorgere dalle “ceneri” un luogo simbolico e trasformarlo in una nuova stagione di crescita».
Bruno richiama anche il ruolo dell’autorizzazione unica ZES, che ha consentito di superare procedure complesse e avviare i lavori in tempi rapidi, grazie al coordinamento della struttura di missione guidata dall’avvocato Giosy Romano.
Per il regista Giuseppe Rossi, il documentario nasce dal desiderio di riportare all’attenzione una figura oggi poco conosciuta dal grande pubblico, ma fondamentale per comprendere una parte importante della storia industriale italiana. «La sua vicenda personale e professionale rappresenta un esempio straordinario di ingegno, determinazione e spirito imprenditoriale, capace di trasformare una piccola officina artigianale in una realtà industriale riconosciuta a livello internazionale», afferma Rossi.
Nato ad Avellino, laureato in Filosofia a La Sapienza, Giuseppe Rossi ha conseguito un master in Regia presso la Libera Università del Cinema e un master in Produzione alla Luiss Business School. Autore e regista, ha firmato cortometraggi come “Blue Crystel”, “Voodoo Love Story”, “L’Esorcismo dell’Acqua” e “La Via dell’Orologio”. Ha diretto il docufilm sul terremoto in Irpinia “90 Secondi” e il documentario “Titanus 1904”, dedicato alla storia del più antico studio cinematografico italiano, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2024.
Il produttore Giuseppe Bruno è imprenditore irpino, esponente e membro del gruppo BGG SpA, realtà attiva a livello internazionale nella progettazione e produzione di gruppi elettrogeni e sistemi per la generazione di energia. Con oltre quarant’anni di esperienza industriale, Bruno ha contribuito alla crescita e all’internazionalizzazione del gruppo, oggi presente in oltre 70 Paesi. È stato inoltre presidente di Confindustria Avellino e presidente della Fondazione ITS Academy Antonio Bruno, impegnata nella formazione tecnica e nell’innovazione in ambito meccatronico.
L’iniziativa si inserisce nel programma di eventi di “Bari e Barletta-Andria-Trani Capitali della Cultura d’Impresa 2026” di Confindustria, riconoscimento assegnato per valorizzare il legame tra imprese, territorio e comunità.
Il programma della mattinata prevede, alle 9.30, i saluti istituzionali del sindaco di Bari Vito Leccese e del presidente di Confindustria Bari Barletta Andria Trani, Mario Aprile. A seguire, l’introduzione del regista Giuseppe Rossi e del produttore Giuseppe Bruno, quindi la proiezione del docufilm “L’inventore del Levante”.
Sono previste le testimonianze di Francesco Maldarizzi, Cavaliere del Lavoro, e di Lorenzo Calabrese, figlio del Cavaliere Giuseppe Calabrese. Le conclusioni saranno affidate ad Antonio Decaro, presidente della Regione Puglia, e a Francesco Paolo Sisto, vice ministro della Giustizia e senatore della Repubblica Italiana.
A coordinare l’incontro saranno Rosaria Bruno, giornalista dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, e Massimiliano Sisto, coordinatore di rete TRM Network.
Con “L’inventore del Levante”, Bari riscopre così una pagina significativa della propria storia industriale: quella di un uomo che, partendo da un’officina, seppe immaginare il futuro e trasformare un’intuizione tecnica in un’eredità produttiva ancora oggi capace di parlare al territorio.

