In Puglia la cultura è parte viva della comunità, una dimensione sociale e condivisa. Per il 26% dei giovani tra i 18 e i 34 anni, infatti, “fare cultura” significa soprattutto condividere momenti di qualità con gli altri. Ma se da un lato l’interesse è alto, dall’altro emerge un limite: la maggior parte delle attività culturali si concentra nei mesi estivi, lasciando il resto dell’anno più povero di iniziative.
È quanto emerge dall’Osservatorio sui consumi culturali in Puglia realizzato da Impresa Cultura Italia – Confcommercio in collaborazione con SWG, presentato oggi a Bari in occasione della nascita di Impresa Cultura Bari, il nuovo coordinamento territoriale dedicato alle imprese culturali e creative della provincia di Bari e Bat.
Quanto spendono i pugliesi in cultura
Secondo la ricerca, le famiglie pugliesi spendono in media 93,2 euro al mese per la cultura. Una cifra che comprende biglietti per cinema e concerti, visite a musei e mostre, acquisto di libri e abbonamenti a piattaforme digitali.
Nonostante il consumo individuale sia inferiore alla media nazionale, quasi un pugliese su due (46%) considera la cultura un’opportunità di crescita e apprendimento.
Le attività culturali più diffuse restano la visione di film e programmi TV e l’ascolto di musica e radio, ma cresce anche la voglia di esperienze dal vivo e condivise.
Un’offerta culturale che racconta l’identità locale
Oltre la metà dei pugliesi giudica “buona o ottima” l’offerta culturale della propria città.
Per il 64%, questa rappresenta un elemento di identità locale; 7 su 10 vedono nella cultura una leva di sviluppo economico e turistico.
A Bari, in particolare, emergono ottimi giudizi su accessibilità (68%), coinvolgimento del pubblico (65%) e innovazione (49%), valori superiori alla media regionale.
Weekend culturali: una formula vincente
Il cosiddetto “weekend culturale” piace sempre di più: in Puglia è ancora più apprezzato che nel resto d’Italia.
I cittadini sono disposti a spendere fino a 200 euro a persona per un fine settimana dedicato all’arte, alle visite guidate o ai festival, cifra che sale a 243 euro tra chi già pratica questo tipo di esperienza.
Ben il 66% di chi partecipa a un weekend culturale soggiorna almeno una notte in strutture private, con ricadute positive sull’intera filiera turistica.
Le attività più amate? Le visite ai luoghi identitari (92%), le cene con prodotti locali (90%), l’accesso a spettacoli e festival (87%) e i bonus per la mobilità pubblica (82%).
Festival e grandi eventi: partecipazione diffusa
Quasi un pugliese su due (48%) ha partecipato ad almeno un festival negli ultimi 12 mesi.
Le fiere e le rassegne musicali sono le più seguite, rispettivamente dal 56% e 55% degli intervistati.
I più giovani (18-34 anni) sono protagonisti dei festival musicali, mentre gli over 55 prediligono fiere e manifestazioni tradizionali.
Tra gli eventi più citati spiccano La Notte della Taranta di Melpignano e Battiti Live, simboli di una cultura che unisce spettacolo e identità territoriale.
Il dato interessante è che due visitatori su cinque approfittano del festival per visitare anche la città ospitante, con una spesa media di 460 euro tra biglietti, cibo e pernottamento.
Tradizione e identità: il cuore della cultura pugliese
In Puglia la linea che separa “cultura” e “tradizione” è quasi invisibile.
Feste patronali, sagre, processioni e riti comunitari non sono solo momenti di folklore, ma autentici strumenti di produzione culturale.
La cultura, dunque, non si limita ai musei o ai teatri, ma si manifesta nella vita collettiva e nel senso di appartenenza delle comunità locali.
Il problema della stagionalità
La ricerca evidenzia però una criticità: il 63% delle iniziative culturali si concentra tra giugno e agosto.
Solo il 14% dei cittadini percepisce un’offerta distribuita durante tutto l’anno.
Questa stagionalità è legata sia al turismo estivo sia al calendario delle feste patronali, ma rischia di limitare la crescita del settore.
Le dichiarazioni
“In Puglia la tradizione non è un retaggio del passato, ma una vera e propria infrastruttura del presente culturale – afferma Carlo Fontana, presidente di Impresa Cultura Italia–Confcommercio –.
I dati mostrano la necessità di sostenere i consumi culturali e di favorire una destagionalizzazione intelligente, capace di far vivere la cultura tutto l’anno.”
“Con la nascita di Impresa Cultura Bari–Bat, anche il nostro territorio entra nel percorso di sviluppo nazionale – aggiunge Vito D’Ingeo, presidente Confcommercio Bari–Bat –.
La cultura in Puglia non è un lusso, ma un investimento quotidiano: quasi la metà dei cittadini la vive come occasione di crescita personale e collettiva.”
Conclusione
L’Osservatorio conferma che la Puglia è una regione culturalmente vivace, dove la cultura si intreccia con la vita quotidiana e le tradizioni popolari.
Il passo successivo, però, è trasformare questa ricchezza in continuità, per fare della cultura non solo una passione estiva, ma un motore stabile di sviluppo, coesione e identità per tutto l’anno.

