Il Centro Interculturale Ponte ad Oriente celebra a Bari i suoi primi dieci anni di attività con una giornata dedicata al dialogo, all’incontro tra culture e al cammino ecumenico tra confessioni cristiane.

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L’appuntamento è in programma venerdì 22 maggio e rappresenta un momento di gratitudine e condivisione per un percorso nato nel 2016, all’indomani dello storico abbraccio all’Avana tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill. Da quell’evento prese forma l’idea di un centro capace di promuovere relazioni, ascolto reciproco e fraternità tra cattolici e ortodossi, con Bari come naturale luogo di incontro tra Oriente e Occidente.

La data scelta assume un valore particolare: secondo il calendario giuliano, infatti, il 22 maggio ricorre la festa di San Nicola, figura spirituale comune e ponte simbolico tra le Chiese.

Il programma si articolerà in tre momenti. Alle 16.15, nella Cripta della Cattedrale di San Sabino, si terrà un momento di ascolto e preghiera con la prima esecuzione assoluta a Bari della nuova versione in italiano dell’inno Akàthistos, antico testo del V secolo. L’esecuzione sarà affidata al Coro Internazionale San Nicola di Rimini, composto da cattolici e ortodossi, con accompagnamento musicale. L’iniziativa si svolgerà davanti all’icona della Madonna Odigitria, alla presenza dell’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano.

Alle 18.30, nella Cripta della Basilica di San Nicola, è prevista una celebrazione liturgica di ringraziamento presieduta da monsignor Filippo Santoro, arcivescovo emerito di Taranto, con l’animazione musicale del Coro Internazionale San Nicola.

La giornata si concluderà alle 20.00, nella Chiesa di San Gregorio, con il concerto ecumenico “Perché il mondo creda”, diretto da Marina Valmaggi. Un momento musicale dedicato all’unità tra i popoli e al valore della fede come spazio di incontro, attraverso il repertorio del Coro Internazionale San Nicola.

Il decennale del CIPO diventa così l’occasione per raccontare un’esperienza che, negli anni, si è tradotta in un impegno concreto a favore del dialogo e della conoscenza reciproca. Un percorso costruito attraverso relazioni, iniziative culturali e occasioni di incontro capaci di dare forma a un ecumenismo vissuto nella quotidianità.

L’iniziativa del 22 maggio non sarà soltanto una celebrazione, ma anche un invito a proseguire lungo la strada indicata dal nome stesso del Centro: costruire ponti. Ponti tra comunità, tradizioni, confessioni e sensibilità diverse, nella consapevolezza che il dialogo resta uno degli strumenti più importanti per promuovere pace, fraternità e convivenza.

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