Tornano “I Giorni di Bari”, il ciclo di conferenze dedicato alla storia del capoluogo pugliese, quest’anno ospitato nella cornice del Teatro Petruzzelli. Dopo il successo della scorsa edizione al Fortino Sant’Antonio, la rassegna si rinnova con quattro appuntamenti serali, tutti di mercoledì, pensati come un racconto in più movimenti del secolo che più di ogni altro ha cambiato il volto della città: l’Ottocento.

Il ciclo è una coproduzione tra Libreria Laterza e Fondazione Teatro Petruzzelli e rientra nella rassegna EXTRA 2026 – Il teatro d’estate, il nuovo calendario di appuntamenti estivi fuori abbonamento del Petruzzelli, con eventi di musica, danza e storia cittadina. La Fondazione presenta “I Giorni di Bari” come un ciclo di conferenze sulla storia di Bari nell’Ottocento, articolato in quattro movimenti nelle date del 3, 10, 17 e 24 giugno 2026.

La prevendita dei biglietti partirà mercoledì 13 maggio: fino al 18 maggio sarà possibile acquistare gli abbonamenti per i quattro incontri, mentre dal 19 maggio si aprirà la vendita generale. Gli appuntamenti sono sponsorizzati da BPPB Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Exprivia e SDR.

Il filo conduttore della rassegna sarà il passaggio di Bari da città segnata da secoli di marginalità e decadenza a centro moderno, dinamico, sempre più inserito nei circuiti amministrativi, economici e culturali dell’Italia meridionale. A guidare il pubblico saranno tre storici e una storica, chiamati a ricostruire le grandi trasformazioni politiche, sociali, urbane ed economiche che accompagnarono la città dall’antico regime al salto nel Novecento.

Il primo appuntamento è in programma mercoledì 3 giugno, alle 20.30, con Annastella Carrino, docente di Storia moderna all’Università di Bari. Il suo intervento, intitolato “Prologo: Bari nell’antico regime”, aprirà il percorso partendo dalla lunga e difficile transizione dall’Alto Medioevo, culminata nella fioritura del culto nicolaiano, fino alle soglie del XIX secolo. Sarà il racconto di una città che, grazie alla concretezza levantina dei baresi, comincia progressivamente a scoprirsi moderna, intraprendente e proiettata verso circuiti commerciali più ampi.

Il secondo movimento arriverà mercoledì 10 giugno con Luigi Mascilli Migliorini, docente emerito di Storia moderna all’Istituto Orientale di Napoli, protagonista della conferenza “La svolta: Bari e il decennio francese”. Al centro ci sarà il periodo di Gioacchino Murat, quando Bari assume il titolo di capoluogo della Terra di Bari e, nel 1813, viene autorizzata l’espansione urbana oltre la vecchia cinta muraria. È una fase decisiva, nella quale si rafforza una nuova classe dirigente di matrice mercantile e professionale, destinata a incidere profondamente sul futuro della città.

Il terzo appuntamento, mercoledì 17 giugno, sarà affidato a Carmine Pinto, docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Salerno. La sua conferenza, “Il consolidamento: Bari nell’Italia unita”, racconterà il ruolo della città dopo l’Unità d’Italia. Bari aderisce al nuovo Stato senza particolari scosse e con manifestazioni pubbliche di entusiasmo, restando relativamente ai margini del fenomeno del brigantaggio e consolidando la propria funzione di centro amministrativo e commerciale.

A chiudere il ciclo, mercoledì 24 giugno, sarà Gianfranco Viesti, docente di Economia applicata all’Università di Bari, con “Il decollo: Bari a fine secolo”. L’ultima conferenza sarà dedicata alla fase in cui la città esprime con maggiore evidenza il proprio dinamismo economico, tra traffici portuali, commercio e attività manifatturiere, ma anche l’ambizione crescente di diventare un centro culturale di rilievo.

Attraverso questi quattro incontri, “I Giorni di Bari” proporrà un viaggio nella storia urbana e civile del capoluogo pugliese, mettendo in relazione le trasformazioni della città con il carattere della sua comunità. Come ricorda l’editore Alessandro Laterza, citando Benedetto Croce, la storia di un popolo è il suo vero carattere: guardare alla Bari dell’Ottocento significa dunque comprendere come, in un arco di tempo relativamente breve, la città sia riuscita a farsi più grande, visibile e consapevole del proprio ruolo.

Con il ritorno della rassegna, il Teatro Petruzzelli diventa così non solo luogo di spettacolo, ma anche spazio di racconto civile. Un palcoscenico sul quale la storia di Bari viene ricostruita come una partitura in quattro movimenti: dall’antico regime alla stagione murattiana, dall’Italia unita al decollo di fine secolo. Una narrazione pensata per cittadini, studiosi, curiosi e visitatori, chiamati a riscoprire le radici della Bari moderna.

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti al canale Whatsapp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *