A Toritto prende forma “Heimat”, il progetto di arte pubblica relazionale dell’artista Jasmine Pignatelli, pensato per raccogliere e custodire storie di migrazione, memorie familiari e testimonianze condivise. L’opera sarà installata a fine giugno nel giardino di via Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e nasce con il coinvolgimento diretto della comunità cittadina.

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Il progetto invita i cittadini a donare una fotografia e a raccontare la storia che quella immagine conserva: partenze, ritorni, lontananze, abbracci, addii, affetti e nuove radici. L’obiettivo è trasformare ricordi privati in un archivio collettivo, capace di raccontare Toritto attraverso le vite di chi è partito, di chi è tornato e di chi ha scelto questo luogo come nuova casa.

Come indicato nella call pubblica promossa dal Comune, le fotografie e le memorie raccolte diventeranno parte di un’opera d’arte pubblica e di un’esperienza collettiva, configurandosi come un archivio vivo e sentimentale delle famiglie torittesi.

“Heimat”, termine tedesco che richiama l’idea di casa, appartenenza e luogo dell’anima, nasce anche da una memoria personale dell’artista. Jasmine Pignatelli, legata a Toritto per origini materne, racconta di aver ritrovato una fotografia del 1972 che la ritrae da bambina con i nonni sull’uscio della casa di famiglia, sul viale della stazione. Quell’immagine, legata a un periodo in cui i genitori stavano organizzando il trasferimento definitivo in Italia dopo anni vissuti a Toronto, è diventata il punto di partenza del progetto.

Da quel ricordo personale prende vita una narrazione più ampia, fatta di migrazioni, identità, distanze e ritorni. La memoria individuale diventa così parte di una storia comune, capace di unire generazioni diverse e di restituire valore alle esperienze custodite nelle famiglie.

L’opera sarà una scultura ambientale con un cubo centrale in corten, destinato a raccogliere le fotografie donate al progetto. Si presenterà come un luogo fisico del ricordo, una sorta di memoriale civile in cui le testimonianze dei cittadini troveranno una forma stabile e condivisa.

La parte partecipativa del progetto prevede incontri con le famiglie, collaborazioni con associazioni e scuole, laboratori dedicati all’arte condivisa e momenti di ascolto. Le testimonianze raccolte potranno confluire anche in un video-racconto poetico, in un libro e in un documentario. I partecipanti riceveranno inoltre un certificato di autenticità che legherà la fotografia donata all’opera pubblica.

Il sindaco di Toritto, Dionisio Rotunno, sottolinea il valore civile dell’iniziativa: «Toritto custodisce nella propria storia tante esperienze di migrazione, sacrificio e ritorno. Attraverso questo progetto vogliamo trasformare la memoria privata in patrimonio collettivo affinché le nuove generazioni possano riconoscersi nelle radici, nei volti e nei racconti delle famiglie che hanno costruito il nostro presente».

La vicesindaca e assessora alla Cultura Marianna Scarangella evidenzia invece la dimensione relazionale del progetto, definendo “Heimat” non solo una scultura pubblica, ma un gesto collettivo di ascolto, cura e condivisione emotiva.

L’opera è realizzata con fondi PNRR – PINQUA, bando della Città Metropolitana di Bari vinto dall’artista. Jasmine Pignatelli, nata in Canada da genitori italiani, vive e lavora tra Bari e Roma. Laureata in Architettura, insegna Land Design all’Accademia di Belle Arti di Bari e ha già firmato opere pubbliche dedicate alla memoria, all’accoglienza e all’identità, tra cui “Sono Persone 8.8.1991”, legata alla vicenda della nave Vlora, e “Radici e Ali”, dedicata ad Alessandro Leogrande.

Per partecipare al progetto è possibile seguire la pagina Facebook “heimat.toritto” o scrivere all’indirizzo heimat.storiecondivise@gmail.com.

Con “Heimat”, Toritto sceglie di raccontarsi attraverso le immagini e le voci delle persone: perché ogni fotografia custodita da una famiglia può diventare un frammento di memoria pubblica, un segno di appartenenza e una traccia da consegnare al futuro.

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