Sono stati presentati nella sede della Casa delle Bambine e dei Bambini, i risultati del progetto “Emporio 4.0”, vincitore della tredicesima edizione di “Orizzonti Solidali”, il concorso promosso dalla Fondazione Megamark e rivolto agli enti del terzo settore. Un’iniziativa che, più che un semplice aggiornamento tecnologico, racconta il modo in cui una città può ripensare il proprio welfare mettendo in rete istituzioni, imprese e terzo settore.
Un progetto nato dentro l’Emporio sociale
Il progetto è stato realizzato nell’ambito delle attività dell’Emporio sociale della Casa delle Bambine e dei Bambini, il servizio comunale dedicato all’infanzia, all’adolescenza e al sostegno alle famiglie, gestito dal Consorzio Elpendù attraverso la cooperativa sociale consorziata Progetto Città. L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa è stato quello di innovare e rafforzare il modello dell’Emporio sociale, migliorando l’accessibilità del servizio e la qualità dei beni messi a disposizione delle famiglie che si rivolgono alla struttura comunale.
A illustrare i dettagli del progetto sono intervenuti l’assessore alla Giustizia, al Benessere sociale e ai Diritti civili Michelangelo Cavone, il presidente del Consorzio Elpendù Fabio Gelao, la portavoce della Fondazione Megamark Daniela Balducci e il vice presidente vicario di LegaCoop Puglia Pasquale Ferrante.
Le innovazioni concrete introdotte da Emporio 4.0
Sul piano operativo, Emporio 4.0 ha portato una serie di strumenti pensati per rendere il servizio più moderno ed efficiente. È stata attivata una app dedicata, che consente alle famiglie di scegliere autonomamente i prodotti e gestire la propria spesa. È stato inoltre acquistato un furgone elettrico, utilizzato per il ritiro e la consegna di beni e prodotti, insieme a contenitori isotermici, una cella frigorifera e un frigorifero murale destinati alla conservazione e alla distribuzione dei prodotti freschi.
Accanto agli investimenti in strumenti e mezzi, il progetto ha previsto anche un percorso formativo sul sistema HACCP, rivolto al personale e ai volontari impegnati nel servizio, a garanzia della qualità e della sicurezza dei prodotti distribuiti. Un insieme di interventi che ha permesso di rendere l’Emporio sociale più moderno, sostenibile e vicino alle esigenze reali dei nuclei familiari, compresi quelli che incontrano maggiori difficoltà nel raggiungere fisicamente la sede del servizio.
Le parole dell’assessore Cavone: il welfare come patto di comunità
Ad affrontare il significato più ampio del progetto è stato l’assessore Michelangelo Cavone, che ha spiegato: “Emporio 4.0 dimostra che il welfare più efficace è quello che nasce da un patto di comunità. Un servizio del Comune può crescere e innovarsi quando incontra la responsabilità sociale di imprese che scelgono di investire sul territorio, come la Fondazione Megamark, e il lavoro quotidiano proficuo del terzo settore, che trasforma queste risorse in opportunità concrete per le famiglie. Quando pubblico e privato scelgono di camminare nella stessa direzione, tutta la comunità diventa più forte. È questo il modello di città che vogliamo costruire: un’amministrazione che mette in rete istituzioni, imprese, fondazioni e realtà sociali, perché la risposta ai bisogni delle persone non può essere affidata a un solo soggetto”.
Cavone ha aggiunto che, da oggi, l’Emporio sociale si afferma ancor di più non semplicemente come luogo dove si distribuiscono beni di prima necessità, ma come spazio di ascolto, accompagnamento e autonomia, in cui ogni intervento è pensato per restituire dignità e rafforzare le capacità delle persone.
Il punto di vista di Elpendù, Fondazione Megamark e Lega Coop
Anche gli altri protagonisti del progetto hanno voluto sottolineare il valore dell’iniziativa. Fabio Gelao, presidente del Consorzio Elpendù, ha evidenziato come con Emporio 4.0 sia stata migliorata un’esperienza già consolidata, introducendo strumenti capaci di ampliare l’accesso al servizio e la qualità dei beni disponibili, con l’obiettivo di accompagnare le famiglie con rispetto, attenzione e percorsi orientati all’autonomia.
Daniela Balducci, portavoce della Fondazione Megamark, ha ricordato come attraverso il bando Orizzonti Solidali si cerchi di realizzare sogni che diversamente resterebbero chiusi in un cassetto, sottolineando come con Emporio 4.0 sia stato migliorato un servizio già attivo per la comunità, oggi più efficiente e accessibile, grazie all’ottimizzazione dell’organizzazione dell’Emporio sociale e a una più efficace capacità di raggiungere le famiglie che vivono situazioni di fragilità.
Pasquale Ferrante, vice presidente vicario di Lega Coop, ha infine osservato come quando la generosità e l’intraprendenza si connettono con lo spirito imprenditoriale nelle sue diverse anime, mutualistica e commerciale, si sprigioni un valore economico e sociale in favore delle persone più fragili, capace di seminare equità scavalcando le disuguaglianze generate dalle leggi di mercato.
Un punto di riferimento per la città dal 2017
Accanto al sostegno materiale nei confronti dei nuclei familiari più vulnerabili, l’Emporio sociale offre uno spazio di ascolto, relazione e accompagnamento, in cui la spesa diventa parte di un percorso più ampio orientato all’autonomia delle persone e delle famiglie coinvolte. Dal 2017, la Casa delle Bambine e dei Bambini rappresenta un punto di riferimento per numerose famiglie in condizioni di fragilità della città di Bari: nel corso degli anni sono state accompagnate circa 1.200 famiglie, con il coinvolgimento di 1.000 minori, oltre 7.200 spese effettuate e circa 216.000 beni distribuiti, a cui si aggiungono kit alimentari, per l’infanzia e per l’igiene destinati a centinaia di nuclei familiari.
Numeri che raccontano bene quanto un servizio nato per rispondere a un bisogno concreto possa, nel tempo, trasformarsi in una vera infrastruttura sociale per la città, capace di crescere proprio grazie alla capacità di mettere insieme risorse pubbliche, private e del terzo settore. Un modello che conferma come la solidarietà, quando diventa sistema e non semplice iniziativa isolata, possa realmente contribuire a rendere una città più simile a una comunità.

