Ci sarà anche un rappresentante della comunità nojana nella finale play-off del campionato di Eccellenza pugliese tra Taranto e Canosa, in programma oggi domenica 10 maggio allo stadio “Italia” di Massafra.

Il riferimento è ad Angelo Conversa, arbitro di Noicattaro, designato come assistente per una gara particolarmente significativa della stagione regionale.

Conversa, 29 anni, laureato in Scienze motorie e preparatore atletico, ha maturato negli anni un percorso arbitrale fondato su preparazione, continuità e attenzione alla crescita sportiva.

Un messaggio di incoraggiamento è arrivato dal presidente dell’AIA Bari, Dario Gregorio, che ha augurato ad Angelo Conversa e a Samuele Fiorino di affrontare l’appuntamento con serenità, entusiasmo e professionalità. “La designazione rappresenta un riconoscimento al percorso arbitrale di Conversa e richiama, più in generale, il ruolo dello sport come spazio di formazione, responsabilità e rispetto delle regole”.

Sulla designazione è intervenuto anche il consigliere comunale di Noicattaro, Massimiliano Antenore, legato al mondo arbitrale prima come arbitro poi come assistente e oggi come osservatore.

“Ricordo ancora quando invitai Angelo ad entrare a far parte della famiglia arbitrale della sezione AIA di Bari e quando, giovanissimo, sostenne il primo test atletico al campo Bellavista”, ha dichiarato Antenore. “Vederlo oggi protagonista di una finale così importante mi rende orgoglioso. Angelo rappresenta un bellissimo esempio di come lo sport possa formare non solo atleti e arbitri preparati, ma soprattutto giovani seri, responsabili e determinati”.

Antenore ha poi rivolto un augurio al giovane arbitro in vista della gara. “Ad Angelo rivolgo il mio più sincero in bocca al lupo per questa importante designazione, meritata per il percorso umano e sportivo costruito in questi anni con dedizione e professionalità. Colgo inoltre l’occasione per invitare tanti giovani ad avvicinarsi al mondo arbitrale: l’AIA è una grande famiglia nella quale si cresce insieme, sia dal punto di vista sportivo che umano”.

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