Non è stata una partita, ma un monologo arancioneroverde che sa di sentenza. Il Bari crolla in casa contro la capolista Venezia, incassando la diciassettesima sconfitta stagionale in un clima di desolante rassegnazione. La squadra di Moreno Longo, ormai priva di anima e identità, regala tre punti e tre gol a una formazione, quella di Stroppa, a cui è bastato poco più di un allenamento per dominare il campo.

Cronaca di un’umiliazione annunciata

Il match inizia sotto cattivi auspici (ritardo per problemi al VAR) e prosegue peggio. Il castello difensivo del Bari si sgretola sotto i colpi di errori tecnici imperdonabili:

  1. L’errore di Cerofolini: Al 19′, il portiere biancorosso non trattiene un cross di Yeboah, permettendo a Haps di appoggiare in rete a porta vuota.
  2. Il raddoppio: Allo scadere del primo tempo, un “buco” clamoroso di Cistana spalanca ancora la strada a Haps per lo 0-2.
  3. Il colpo del KO: In apertura di ripresa, Odenthal completa la sagra degli orrori difensivi regalando ad Adorante la palla del definitivo 0-3.

Spogliatoio in fiamme e contestazione

Oltre al risultato, preoccupa la tenuta del gruppo. L’esclusione dell’ultimo minuto di Pucino (ufficialmente per influenza) nasconderebbe una rottura insanabile tra il difensore e Longo. Mentre in campo la squadra vagava senza meta, dagli spalti è esplosa la rabbia della Curva Nord: cori durissimi contro la presidenza (Aurelio De Laurentiis nel mirino) e lanci di petardi hanno fatto da colonna sonora a un finale di gara spettrale.

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ViviBari
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