Un momento di confronto per interrogarsi sulle fragilità delle nuove generazioni e sulle responsabilità educative degli adulti. Giovedì 21 maggio 2026, alle 17.30, nell’Aula Magna del plesso scolastico di via Tommaso Traetta 99 a Bitonto, si terrà l’incontro “Le aspettative dei giovani, le responsabilità degli adulti – Disagio giovanile, ascolto educativo”.

L’iniziativa è promossa dall’Istituto Comprensivo “G. Caiati – don Tonino Bello” di Bitonto, Palombaio e Mariotto, con l’obiettivo di aprire uno spazio di dialogo tra scuola, famiglie, istituzioni e professionisti impegnati nell’analisi dei fenomeni giovanili e nella tutela dei minori.

Ad aprire i lavori saranno i saluti della dirigente scolastica Filomena Di Rella. Il confronto sarà moderato dal giornalista Marino Pagano e vedrà la partecipazione di relatori chiamati ad affrontare il tema da prospettive diverse, intrecciando educazione, salute, prevenzione, legalità e responsabilità comunitaria.

Tra gli interventi previsti, quello di Ludovico Abbaticchio, che approfondirà il tema “Minori, salute, istituzioni: alleanze e responsabilità”, insieme alla professoressa Maria Rosa Pennetta. Il loro contributo offrirà una riflessione sul ruolo delle reti educative e istituzionali nella costruzione di percorsi di ascolto e accompagnamento dei ragazzi.

Porterà la propria esperienza anche il sociologo e giornalista Angelo Palmieri, coautore con Vincenzo Abbatantuono del libro “Baby Bang. Vite in sospeso. Giovani in cerca di un domani”, dedicato alle inquietudini, alle difficoltà e alle domande spesso non ascoltate che attraversano il mondo adolescenziale.

Previsto inoltre l’intervento della neolaureata Anna Catalano, autrice di una tesi sul fenomeno delle baby gang e sulle risposte del sistema penale minorile. Un tema delicato, che richiede uno sguardo attento e non riduttivo, capace di distinguere tra responsabilità individuali, contesti sociali, fragilità familiari e bisogni educativi.

L’incontro nasce dalla consapevolezza che il disagio giovanile non possa essere affrontato con semplificazioni o giudizi immediati. Dietro comportamenti difficili, isolamento, rabbia o devianza possono nascondersi paure, mancanza di riferimenti, solitudini e richieste di aiuto che gli adulti hanno il compito di riconoscere.

La scuola, in questo senso, si conferma un presidio fondamentale: non solo luogo dell’apprendimento, ma spazio di relazione, osservazione, prevenzione e costruzione di fiducia. Attorno ad essa, però, è necessario che si rafforzi l’alleanza con le famiglie, le istituzioni, i servizi e l’intera comunità educante.

Il messaggio al centro dell’iniziativa è chiaro: per accompagnare i ragazzi verso un futuro più sereno non basta parlare di loro, ma occorre ascoltarli, comprenderli e soprattutto esserci. Una presenza adulta credibile, attenta e responsabile può diventare il primo argine al disagio e il primo passo per restituire prospettive.

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