La Costituzione italiana non è un testo da celebrare solo nelle ricorrenze ufficiali ma un riferimento quotidiano per la vita democratica del Paese e, proprio nel solco di questa consapevolezza, si inserisce l’evento formativo “La Costituzione diffusa. Per una prospettiva costituzionale di genere”, promosso dal Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Bari, presieduto dall’avv.ta Katia Di Cagno, insieme all’associazione nazionale Noi Rete Donne, di cui l’avv.ta Antonella Roselli è referente per la Puglia.
L’incontro si terrà il 10 marzo 2026, dalle ore 15 alle ore 18 nella sala biblioteca del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bari, in occasione della Giornata Internazionale dei diritti delle donne. L’iniziativa è patrocinata dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bari e dalla Camera Amministrativa degli Avvocati di Bari e si inserisce tra le attività di sensibilizzazione e formazione sui temi dell’eguaglianza sostanziale e della democrazia paritaria.
Costituzione italiana e uguaglianza: il ruolo dell’articolo 51
Al centro del confronto sarà l’articolo 51 della Costituzione italiana, norma che sancisce il principio di pari accesso alle cariche elettive e agli uffici pubblici. Un articolo spesso citato ma non sempre approfondito nelle sue implicazioni concrete.
La Costituzione italiana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948, all’articolo 3 afferma l’uguaglianza formale e sostanziale dei cittadini davanti alla legge. L’articolo 51 rappresenta un’evoluzione coerente di quel principio, ponendo l’accento sulla necessità di garantire condizioni effettive per l’accesso alla vita pubblica.
Proprio su questo punto interviene l’avv. Katia Di Cagno: «Celebrare la Giornata internazionale dei diritti delle donne — dichiara l’Avv. Katia Di Cagno — significa ribadire con forza che il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione non può restare una enunciazione formale. L’articolo 51 della Costituzione rappresenta un presidio fondamentale per garantire pari accesso alle cariche elettive e agli uffici pubblici. È compito dell’avvocatura contribuire alla diffusione di una cultura costituzionale capace di leggere e interpretare le norme in un’ottica di genere, affinché la parità sia effettiva e non solo proclamata».
Un passaggio che richiama il cuore del dibattito: la distanza tra norma scritta e realtà concreta.
La “Costituzione diffusa” come responsabilità collettiva
Il titolo dell’evento introduce un concetto rilevante: Costituzione diffusa. Non un testo confinato nelle aule universitarie o nei tribunali ma una cultura condivisa, capace di orientare comportamenti, scelte politiche e prassi amministrative.
«Noi Rete Donne – spiega l’avv. Antonella Roselli – è un network nazionale che riunisce associazioni femminili e femministe, professioniste, docenti universitarie, dirigenti pubbliche e private e giornaliste, impegnate nel perseguimento della democrazia paritaria. Una visione che collega la maggiore partecipazione femminile al rafforzamento della legalità dell’azione pubblica».
Le co-promotrici della Rete sono state l’On. Marisa Cinciari Rodano, partigiana e prima donna Vice Presidente della Camera dei Deputati, già Parlamentare europea, e la dott.ssa Daniela Carla, già dirigente di prima fascia del Ministero del Lavoro e dell’Occupazione, oggi coordinatrice della Rete e prima relatrice dell’evento. Un percorso che intreccia memoria istituzionale e prospettiva contemporanea.
Le interpretazioni giurisprudenziali e le prospettive future
Interverrà inoltre la prof.ssa Marilisa D’Amico, ordinaria di Diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano, autrice del recente Manuale di diritto delle donne (Giuffrè). Il suo contributo si concentrerà sulle interpretazioni giurisprudenziali e sulle modifiche legislative che hanno interessato l’articolo 51 della Costituzione italiana.
Nel corso degli anni, la Corte costituzionale ha più volte chiarito che la parità di accesso non può limitarsi a una neutralità formale ma richiede strumenti attivi per rimuovere ostacoli strutturali. Le cosiddette “azioni positive”, previste anche a livello europeo, trovano proprio nell’articolo 51 uno dei loro fondamenti costituzionali.
Durante l’incontro sarà data lettura integrale dell’articolo 51, con un’analisi “a tutto campo” che ne evidenzierà evoluzione storica, applicazioni pratiche e prospettive future.
Bari e il ruolo dell’avvocatura nella cultura costituzionale
L’iniziativa assume un valore particolare nel contesto barese, dove l’avvocatura svolge un ruolo centrale nel presidio dei diritti e nella diffusione della cultura giuridica. Per una città che ospita uno dei fori più importanti del Mezzogiorno, la riflessione sulla Costituzione italiana e sulla parità di genere rappresenta un momento di approfondimento che va oltre la ricorrenza simbolica.
Il messaggio che emerge è chiaro: la Costituzione non è un patrimonio statico ma un progetto in continua attuazione. L’uguaglianza sostanziale richiede impegno, interpretazione consapevole e responsabilità collettiva.
In un tempo in cui il dibattito pubblico rischia spesso di semplificare temi complessi, l’appuntamento del 10 marzo si propone come spazio di studio e confronto, rivolto non solo agli operatori del diritto ma a tutta la comunità professionale e civile.

