Un ponte tra passato e presente, tra la forza evocativa del mito e la sensibilità del linguaggio contemporaneo. È questo il cuore di «Iphigénie Prélude», lo spettacolo firmato dal coreografo Domenico Iannone e dal regista e attore Maurizio Pellegrini, in programma martedì 4 novembre al Teatro Comunale di Bitonto per il Traetta Opera Festival. Due le recite previste: alle 11, nell’ambito del terzo “Progetto scuole” dell’edizione 2025, e alle 20.30, per il pubblico serale, dopo il recente debutto all’interno della rassegna di danza Esplorare diretta dallo stesso Iannone.

Prodotto dalla Compagnia AltraDanza ed Epos Teatro, in coproduzione con il Traetta Opera Festival, lo spettacolo intreccia danza, musica e parola in un raffinato dialogo tra il repertorio barocco e l’arte performativa contemporanea. A guidare il racconto, la voce di Pellegrini, che dà corpo alla memoria del mito e del compositore Tommaso Traetta, il grande riformatore del melodramma nato a Bitonto nel 1727, cui il festival è dedicato.

Sul palcoscenico, un corpo di ballo tutto al femminile interpreta le eroine tragiche e le figure immortali che attraversano le opere di Traetta: da Armida a Didone abbandonata, da Antigona a Ifigenia. Le musiche, tratte proprio da queste partiture, sono state selezionate dal disco pubblicato dall’etichetta Digressione Music come omaggio al dialogo tra padre e figlio, Tommaso e Filippo Traetta, con l’Orchestra Metropolitana di Bari diretta da Vito Clemente.

In scena, «Iphigénie Prélude» si configura come una riflessione poetica sul sacrificio e la memoria, sulla presenza del corpo come strumento di racconto e di resistenza, unendo il linguaggio gestuale della danza alla forza evocativa del suono e della parola. Un viaggio nell’anima del mito di Ifigenia, figlia di Agamennone, vittima designata degli dèi e simbolo di purezza e abnegazione.

Il racconto rievoca l’episodio dell’Ifigenia in Aulide: la flotta greca pronta a partire per Troia, i venti immobili, l’oracolo che impone il sacrificio della giovane principessa per placare la collera divina. In questo spazio sospeso, tra destino e libertà, «Iphigénie Prélude» diventa un rito contemporaneo, un atto di memoria viva che guarda al passato per interrogare il presente.

L’opera si propone, infine, come preludio alla rappresentazione di “Ifigenia in Tauride”, titolo che il 9 novembre chiuderà l’edizione 2025 del Traetta Opera Festival, completando un percorso di riscoperta e rinnovamento dell’eredità artistica e spirituale del grande compositore pugliese.

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