Un’esperienza didattica e spirituale significativa ha coinvolto gli alunni della classe V primaria della scuola “Don S. Passariello”, appartenente all’I.C. “CAIATI DON TONINO BELLO” di Bitonto. I giovani studenti hanno avuto l’opportunità di osservare da vicino una copia fotografica della Sacra Sindone, celebre reliquia di cui è in corso una settimana di ostensione fotografica presso la chiesa Maria SS. Addolorata di Mariotto.
Accolti e guidati dal parroco, don Francesco Ardito, i bambini hanno intrapreso un affascinante percorso alla scoperta del significato e dei dettagli impressi sul sacro lino. Con occhi attenti e animati dalla curiosità, hanno scrutato le tracce ematiche, la posizione dei piedi e la nitida sagoma che si estende sull’intera lunghezza del tessuto.
L’osservazione ha suscitato domande e riflessioni puntuali. Raffaella è stata colpita dalle macchie di sangue, che don Francesco ha sapientemente ricondotto alle sofferenze inflitte attraverso la flagellazione, i chiodi e la corona di spine. Davide ha notato un particolare nella posizione dei piedi, con uno di essi non completamente visibile, un dettaglio che il parroco ha spiegato essere indicativo della loro sovrapposizione sulla croce. Andrea, invece, ha focalizzato la sua attenzione sulla lunga figura impressa, apprendendo che essa raffigura un uomo di circa 1,80 metri di statura.
La visione delle numerose ferite ha generato un sentimento di compassione in Diego, mentre Ilaria ha meditato sul profondo dolore della crocifissione soffermandosi sui segni lasciati sui dorsi e sui piedi. Giacomo ha espresso con semplicità la sua convinzione che l’immagine impressa sul telo possa effettivamente essere il lenzuolo che avvolse il corpo di Gesù.
Pur essendo rimasta impressionata dalla violenza delle ferite, Veronica ha trovato nella Sindone un’ulteriore conferma della sua fede in Cristo. Giuseppe e Alessandro hanno osservato come alcuni dettagli, quali la ferita da lancia al costato, la presenza della corona di spine e la flagellazione, non fossero pratiche comuni a tutti i condannati alla crocifissione, rafforzando in loro l’idea che quell’uomo fosse proprio il Gesù narrato nei Vangeli.
Per Miriam, Gioele e l’altro Alessandro, insieme ai loro compagni, la comprensione della riproduzione fotografica sia in positivo che in negativo ha rappresentato una vera novità, essendo abituati prevalentemente alle immagini digitali. La visita ha acceso in tutti il desiderio di approfondire ulteriormente la storia e il significato della Sindone, con la speranza di poter un giorno ammirare l’originale custodita a Torino.
“Questa esperienza è stata importante non solo per la conoscenza storica e religiosa, ma anche per comprendere il valore degli studi condotti su un lenzuolo così antico,” ha dichiarato Isabel, una delle alunne. La Sindone continua a essere fonte di interesse e riflessione, offrendo preziosi spunti per la crescita personale e la comprensione di un evento cruciale della storia cristiana. (DS)
