Da martedì 28 luglio lo Spazio Murat di Bari ospita “Bêka & Lemoine. Una poetica dello sguardo”, la mostra-rassegna dedicata alla ricerca di Ila Bêka e Louise Lemoine. L’inaugurazione è fissata alle ore 18.30. Il progetto, curato da Marilena Di Tursi, Antonella Mari e Antonella Marino, porta nel cuore della città un percorso che negli ultimi vent’anni ha profondamente rinnovato il modo di osservare e rappresentare l’architettura attraverso il cinema.
Chi sono Bêka & Lemoine
Ila Bêka e Louise Lemoine sono artisti e filmmaker attivi in una zona di confine tra architettura, videoarte e documentario. Nel corso della loro carriera hanno realizzato oltre quaranta film, presentati in mostre personali e collettive in alcune delle più importanti istituzioni museali dedicate all’arte e all’architettura a livello internazionale, tra cui la Fondation Beyeler di Basilea, la Fondation Cartier pour l’art contemporain di Parigi, la Fondazione Prada di Milano, il MAXXI di Roma, la Biennale di Venezia e la Barbican Art Gallery di Londra.
Il loro lavoro si distingue per un linguaggio originale, capace di spostare l’attenzione dall’edificio come forma compiuta alla vita che lo attraversa. Nei loro film, infatti, l’architettura non viene mai osservata soltanto come oggetto estetico o progetto da contemplare, ma come ambiente vissuto: uno spazio abitato da corpi, gesti, relazioni, abitudini e forme quotidiane di appropriazione.
Un percorso in cinque nuclei tematici
La rassegna proposta allo Spazio Murat offre uno spaccato significativo della produzione dei due artisti, articolato in cinque sezioni che attraversano la loro filmografia. Più che seguire un ordine cronologico, il percorso espositivo mette in dialogo opere realizzate in momenti diversi, facendo emergere alcune delle questioni centrali della loro ricerca: l’intimità dell’abitare, il rapporto con le architetture iconiche, la percezione sensibile dello spazio urbano, la città come organismo vivente e le pratiche che modificano e reinterpretano i luoghi.
Il programma si sviluppa in cinque nuclei: “Architecture Intimacy”, con i film Moriyama-San, Barbicania e The Infinite Happiness; “Most Iconic”, con Koolhaas Houselife, Gehry’s Vertigo e Pomerol, Herzog & de Meuron; “Sguardo animale”, con Tokyo Ride, Big Ears Listen With Feet e The Sense of Tuning; “Homo Urbanus / A City-matographic Odyssey”, con gli episodi dedicati a Napoli, Seoul e Bogotá; e infine “Spazi di disobbedienza”, con Spatial Disobedience, Esperando Soy e Selling Dreams.
La città come realtà in continua trasformazione
Attraverso questi lavori, la città non viene presentata come immagine unitaria o forma conclusa, ma come realtà processuale, continuamente prodotta e trasformata dai modi in cui viene vissuta. Nei film di Bêka & Lemoine lo spazio urbano emerge come un insieme instabile di ritmi, soglie, micro-eventi e relazioni, più vicino a un’ecologia dell’esperienza che a una configurazione formale. Un approccio che invita lo spettatore a ripensare il proprio rapporto quotidiano con gli spazi urbani, oltre le categorie tradizionali dell’estetica architettonica.
“Visionario. Esercizi di percezione”: uno strumento per guardare la città in modo diverso
Ad accompagnare la rassegna, il pubblico troverà anche “Visionario. Esercizi di percezione”, una breve guida alla lettura dello spazio urbano pensata per prolungare, anche fuori dalla sala espositiva, alcune delle domande sollevate dai film. Non si tratta di un semplice apparato interpretativo, ma di uno strumento a metà tra questionario, esercizio percettivo e invito a osservare la città con uno sguardo diverso: più attento ai gesti che alle forme, alle relazioni più che agli oggetti.
La mostra invita così a scoprire il cinema di Bêka & Lemoine come una pratica di attenzione: un modo per guardare l’architettura e la città non soltanto per ciò che sono state progettate per essere, ma per ciò che diventano attraverso la vita quotidiana di chi le abita.
Un’occasione culturale con ricadute anche sull’immagine della città
L’arrivo a Bari di un progetto espositivo dedicato a due artisti di rilievo internazionale, già ospitati da istituzioni come il MAXXI, la Biennale di Venezia e la Fondazione Prada, rappresenta un’occasione significativa non solo dal punto di vista culturale, ma anche per l’immagine complessiva della città. Mostre di questo livello contribuiscono infatti a posizionare Bari nel circuito delle proposte artistiche di respiro internazionale, un elemento che negli ultimi anni sta assumendo un peso crescente anche nelle strategie di promozione turistica del territorio, capace di intercettare un pubblico più attento e specializzato, oltre ai visitatori occasionali.
Lo Spazio Murat, del resto, si conferma sempre più un punto di riferimento per l’arte contemporanea in città, capace di ospitare proposte espositive in dialogo con i grandi centri culturali italiani ed europei.
Informazioni sulla mostra
“Bêka & Lemoine. Una poetica dello sguardo” inaugura martedì 28 luglio alle ore 18.30 allo Spazio Murat. Per orari di apertura, eventuali costi di ingresso e ulteriori dettagli sul programma degli appuntamenti collegati alla rassegna, si consiglia di consultare i canali ufficiali dello Spazio Murat.

