Parte da Bari un progetto che punta a trasformare un gesto tecnico in un atto identitario e culturale. È stato sottoscritto questa mattina a Palazzo di Città l’impegno congiunto che dà ufficialmente il via a “Io Rampo… e Tu?”, iniziativa promossa dalla cooperativa Zerobarriere per abbattere le barriere architettoniche negli esercizi commerciali, negli uffici e negli spazi aperti al pubblico della città e dell’area metropolitana.

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Il progetto, realizzato in collaborazione con la società benefit Connessioni Sociali, mira a eliminare scalini e dislivelli all’ingresso delle attività attraverso l’adozione di rampe, promuovendo al tempo stesso una cultura diffusa dell’accessibilità e della responsabilità sociale d’impresa.

Un impegno condiviso tra istituzioni e imprese

Alla presentazione sono intervenuti la presidente della commissione consiliare Pari Opportunità Angela Perna, Andrea Venuto (presidente esecutivo di Connessioni Sociali), Mauro Portoso e Rossella Aquilino per Confcommercio Bari-BAT, Angela Pacifico per Confartigianato Bari-BAT-Brindisi, Vito Novielli ed Enzo Lozupone per Federfarma Bari, oltre ad Alessandro Antonacci e Antonio Garofalo per la cooperativa Zerobarriere.

Nel corso dell’incontro è stato firmato un documento simbolico che impegna associazioni di categoria e soggetti privati ad avviare un percorso condiviso su scala metropolitana, con l’obiettivo di costruire una rete strutturata per la distribuzione delle rampe e favorire un cambiamento culturale stabile e riconoscibile.

L’iniziativa punta a rendere l’adozione della rampa un segno distintivo per le attività aderenti, capace di coniugare valore sociale e opportunità economica. Un modello di collaborazione tra istituzioni e sistema produttivo che ambisce a diventare replicabile anche in altri territori.

Accessibilità come priorità, non come eccezione

«Con questo progetto diamo un segnale chiaro alla città: l’accessibilità è una priorità e non un tema residuale – ha dichiarato Angela Perna – Inclusione e rispetto delle persone devono diventare elementi strutturali delle politiche pubbliche».

L’idea nasce dall’ascolto diretto delle persone con disabilità, come ha spiegato Andrea Venuto: «Mi è capitato più volte di sentirmi dire: “Sono stanco di prendere il caffè sul marciapiede”. Da qui la volontà di offrire uno strumento semplice e immediato per garantire libertà di scelta. La persona con disabilità non è un costo, ma un cittadino che esercita diritti e genera valore per la comunità».

Antonio Garofalo ha sottolineato la valenza democratica dell’iniziativa: «L’accessibilità annulla i divari e mette tutti sullo stesso piano. La rampa non è solo uno strumento tecnico, ma un patto di fiducia tra imprese e territorio».

Le associazioni di categoria hanno ribadito il proprio sostegno, evidenziando come l’accessibilità rappresenti anche un elemento di competitività e qualità dell’impresa. «L’accoglienza deve tradursi in scelte concrete», ha osservato Rossella Aquilino. Per Angela Pacifico, «quel gradino diventa una barriera anche simbolica: la rampa è un messaggio chiaro di apertura».

Dal mondo delle farmacie è arrivato l’impegno a mappare le criticità e individuare soluzioni concrete. «Rendere accessibile una farmacia significa rendere più semplice la vita delle persone», ha affermato Vito Novielli, ricordando la presenza capillare di circa cento farmacie sul territorio barese.

Un modello per l’area metropolitana

“Io Rampo… e Tu?” segna così un primo passo verso una città più inclusiva e attenta ai diritti di tutti. L’obiettivo ora è creare una rete strutturata di diffusione e distribuzione delle rampe in tutta l’area metropolitana, trasformandone l’adozione in un segno visibile di responsabilità sociale.

Promuovere l’accessibilità come valore civile, sociale e commerciale: è questa la sfida lanciata da Bari, con l’ambizione di costruire un modello condiviso di sviluppo sostenibile capace di estendersi oltre i confini cittadini.

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