In principio fu il “Contratto con gli Italiani” di Silvio Berlusconi, l’8 maggio del 2001 prima delle elezioni politiche. Oggi sono diversi i candidati che siglano accordi o patti con gli elettori per mettere nero su bianco le loro promesse. Le elezioni amministrative di Bari, quindi, non fanno eccezione alla regola ed ecco quindi i patti sottoscritti dai protagonisti del voto, Vito Leccese e Fabio Romito.

Vito Leccese è il candidato del Partito Democratico, con la benedizione di Michele Emiliano e Antonio Decaro, e di altre liste civiche, che ha incassato l’appoggio anche da parte delle forze che al primo turno hanno sostenuto Michele Laforgia.

Tuttavia, va registrato che non c’è stato alcun apparentamento formale, per mero calcolo di presenze in Consiglio comunale, ma che c’è una sostanziale convergenza. Una comunione di intenti palesata subito dopo i risultati del primo turno.

Poi però, il candidato Leccese è stato “costretto” a firmare “il patto per la legalità”, fortemente promosso dal Movimento 5 Stelle, grande sconfitto delle elezioni comunali di Bari con un piccolo 6%. Con il protocollo, la coalizione si prefigge l’obiettivo di porre in essere “azioni di prevenzione dei fenomeni di condizionamento o infiltrazione nelle attività amministrative da parte di soggetti criminali, e di contrasto ai tentativi di condizionamento, attraverso procedure di controllo, verifica e rafforzamento dei processi di trasparenza”.

Tra le azioni previste si rilevano: la sottoscrizione da parte degli eletti, o di chi viene nominato, della “dichiarazione di responsabilità” contenente gli impegni di trasparenza, correttezza e confronto democratico contenuti nella Carta di Pisa; l’approvazione del piano triennale di prevenzione della corruzione e trasparenza (Ptpct) per il 2025-2027, con contestuale revisione del profilo di rischio di tutte le strutture amministrative dell’amministrazione comunale e dei processi di lavoro direttamente connessi.

Fabio Romito, candidato della Lega di Salvini e di tutto il centrodestra, ha sottoscritto durante una conferenza stampa “un patto con i baresi” per la realizzazione di “cinque punti programmatici in cinque anni”.

Un patto che prevede “sanzioni” nel caso di mancata realizzazione, e cioè l’impegno “a non ricandidarmi per il secondo mandato tra cinque anni”, ha annunciato Romito. “I cinque punti programmatici – ha spiegato – potranno essere misurati facilmente e riguarderanno l’igiene urbana, sicurezza urbana, mobilità e parcheggi interrati, sostegno all’economia e trasparenza ed efficienza dell’azione amministrativa”.

Domenica 23 e lunedì 24 i baresi saranno chiamati a decidere chi dei due sarà il prossimo sindaco di Bari anche se, è bene ricordarlo, sulla prossima amministrazione pende il giudizio della commissione del Governo che sta ancora svolgendo le proprie indagini sull’ipotesi di infiltrazioni mafiose nelle municipalizzate e che potrebbe, in caso estremo, anche portare allo scioglimento del Comune di Bari.

Nonostante tutto, buon voto.

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By Gennaro Del Core

Comunicatore e giornalista

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