Lo 0 a 0 contro il Sudtirol ha posto fine alla stagione 2024-2025 del Bari in Serie B. Un pareggio amaro che sancisce il mancato ingresso nei playoff, con il nono posto finale, lontano dall’ultima posizione utile per continuare a inseguire il sogno promozione.
Una chiusura che ha lasciato delusi i tifosi biancorossi, che ancora una volta si vedono sfumare l’opportunità di rivedere la squadra nella massima serie.
Magalini: “Non siamo retrocessi”. Ma basta a giustificare?
Nel post-gara il direttore sportivo Giuseppe Magalini ha provato a gettare acqua sul fuoco: «Non siamo mica retrocessi, ora non siamo mica alla fine del mondo», ha dichiarato. Una frase che ha fatto infuriare la tifoseria, percepita come minimizzante rispetto alla frustrazione di una piazza storica, appassionata e affamata di successi.
«Eravamo convinti di poterci giocare i playoff, erano alla portata – ha proseguito Magalini – ma se nelle ultime quattro partite ne vinci solo una è difficile centrare un traguardo che sembrava comunque accessibile».
Longo: “Pronto a ripartire, ma servono ambizione e progettualità”
Sul fronte tecnico, l’allenatore Moreno Longo ha analizzato la stagione con realismo, ammettendo: «L’anomalia è che ci sia mancato puntualmente l’ultimo step per fare il salto». E aggiunge: «Arrivare noni non è un dramma, ma serve progettualità se si vuole migliorare. Io sono pronto a restare, ma è importante condividere un’idea chiara di crescita».
Longo ha avuto il merito di rimettere ordine in una squadra in crisi d’identità, dopo la disastrosa annata passata (a un passo dalla retrocessione in Lega Pro). Tuttavia, nonostante un buon recupero nella seconda parte della stagione, il Bari non ha mai mostrato quella continuità necessaria per imporsi tra le prime otto.
Tifoseria in rivolta, chiesti investimenti e cessione
In città il clima è teso. Da mesi, i gruppi organizzati della tifoseria chiedono a gran voce la cessione della società da parte della famiglia De Laurentiis, accusata di non voler realmente investire per un ritorno del Bari in Serie A. A oggi, tuttavia, non ci sono acquirenti all’orizzonte, e la società resta saldamente nelle mani dell’attuale proprietà.
Sui social circolano slogan come “Non c’è ambizione senza investimento”, con una chiara accusa alla dirigenza di accontentarsi di una gestione da metà classifica.
Serve un cambio di passo: il prossimo campionato sarà decisivo
Guardando al futuro, la dirigenza dovrà decidere se e come rilanciare il progetto Bari. A partire dalle scelte sul tecnico, dalla conferma (probabile) di Longo alla possibilità di allestire una rosa più competitiva.
Come dichiarato da Magalini, molti giocatori erano in prestito e bisognerà capire quali potranno essere trattenuti. Inoltre, sarà fondamentale definire il budget, valutare acquisti mirati e garantire il giusto mix tra esperienza e gioventù.
Un altro anno di transizione potrebbe risultare fatale, disinnescando l’entusiasmo di una delle piazze più calde d’Italia. Per questo serve un progetto che abbia un obiettivo chiaro: la Serie A, con tempi certi e strategie concrete.
