Si inaugura oggi allo Spazio Murat di Piazza del Ferrarese a Bari, la mostra intitolata “Bari Visionaria. 1989-1994, 2021”, a cura di Melissa Destino. Alla cerimonia, insieme alla curatrice della mostra, interverranno Aldo Patruno, direttore generale del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio di Regione Puglia, Ines Pierucci, assessore alle Politiche culturali e turistiche del Comune di Bari e Giusy Ottonelli, direttrice di Spazio Murat.

Al centro della mostra “Bari Visionaria. 1989 – 1994, 2021”, un’opera dell’artista visivo statunitense Lawrence Weiner, per la prima volta in Puglia, e i materiali d’archivio selezionati da alcuni storici media locali come TeleNorba e la Gazzetta del Mezzogiorno.

L’ingresso all’esposizione prevede un contributo libero (a partire da 1€). La mostra sarà aperta dal 9 novembre all’8 dicembre, dal martedì al sabato dalle ore 10 alle 20. L’accesso è consentito esclusivamente ai possessori di Green Pass, secondo la normativa vigente. La mostra è un’indagine nella memoria collettiva della città di Bari attraverso i media. Il progetto connette trasversalmente il tessuto storico e mette in relazione diverse discipline, per fornire gli strumenti utili a sviluppare nuove visioni della e per la città di Bari. Si parte dal 1989, un anno che segna la fine di un’era per l’Europa con la caduta del muro di Berlino, ma anche l’anno in cui negli Stati Uniti Kimberlé Crenshaw propone la nozione di “intersezionalità” per descrivere la sovrapposizione di diverse identità sociali e le relative possibili particolari discriminazioni, oppressioni, o dominazioni.  Il 1994 è l’anno in cui per la prima volta si scoprono tre pianeti al di fuori del sistema solare. E il 2021 è lo sguardo contemporaneo sulla città di oggi.

Sono gli anni della dissoluzione della Jugoslavia e dell’URSS, dello sbarco dei profughi albanesi in Puglia, della guerra del Golfo, della fine dell’Apartheid, della fine della prima Repubblica, della morte di Falcone e Borsellino, del patto per il disarmo nucleare e dell’arrivo di Berlusconi. Scoppia la guerra cecena, si denuncia la deforestazione dell’Amazzonia e poi sono gli anni dei mondiali di calcio. I media locali, da La Gazzetta del Mezzogiorno a Telenorba, raccontano la questione meridionale, si parla di nuove forme di stress, delle nuove tecnologie, di traffici di droga e di armi. Si percepisce l’inizio della forte spinta al turismo attuata in Puglia e a Bari viene eletta la prima (e unica) donna sindaco: Daniela Mazzucca nel 1992. Sono gli anni in cui a Bari c’erano sì pochi musei – di cui nessuno dedicato al contemporaneo – ma le gallerie erano molto attive, la scena musicale guardava oltre confine. In Puglia nel 1991 si tiene il primo rave e si discute, come altrove in Italia, su come gestire le discoteche, arriva il teatro-danza di Pina Bausch, la danza di Martha Graham e il butoh al Petruzzelli. Brucia il Petruzzelli. Toti e Tata producono Filomena Cozza DepuradaTeledurazzoIl polpo.

Spiega Giusy Ottonelli, direttrice di Spazio Murat: “Sedersi sulle spalle della storia per guardare vicino e lontano, non troppo indietro né troppo avanti per provare meglio a comprendere dove siamo. Così abbiamo iniziato ad immaginare e studiare Bari Visionaria, come un percorso che oggi ha solo il suo punto di partenza, tutt’altro che esaustivo e completo, ma con la grande ambizione di costruire una ricucitura della memoria della nostra città mettendola in relazione ad un panorama di più ampio respiro”.

Melissa Destino, curatrice della mostra aggiunge: ““Il progetto espositivo mette in relazione dimensioni, forze, ricordi e proiezioni, i tempi lunghi della geopolitica e i tempi brevi della cronaca quotidiana, le memorie di un passato e i sogni di generazioni diverse, le invenzioni e le tradizioni, i progetti attuati e quelli rimasti in cantiere, i costumi e le produzioni culturali, i momenti in cui la visione della città, verso l’interno o verso l’esterno, è cambiata e quelli in cui la sua immagine, la sua forma si sono trasformate”.

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