Da martedì 22 giugno fino a domenica 27, la compagnia teatrale Diaghilev porterà in scena, alla Vallisa di Bari, il “Misantropo” di Molière, classico della letteratura barocca.

«Il misantropo» di Molière viene presentato dalla Compagnia Diaghilev in forma di studio con l’adattamento drammaturgico di Riccardo Spagnulo e la regia di Davide Gasparro.

Lo spettacolo debutterà nell’auditorium Vallisa di Bari martedì 22 giugno (ore 21) e andrà in scena tutti i giorni (sempre alle ore 21) sino a domenica 27 giugno (ore 20). A dare corpo e voce a questo testo complesso che si interroga sul concetto stesso di verità, sulle maschere che gli esseri umani indossano e sull’ipocrisia di chi ama stare vicino al potere ed esserne suddito, ci sono Paolo Panaro, Altea Chionna, Deianira Dragone, Alessandro Epifani e Francesco Lamacchia.

Negli anni Sessanta, in anticipo sui tempi, faceva la sua comparsa il pamphlet di Guy Debord «La società dello spettacolo», con cui il filosofo francese metteva in guardia l’individuo e la società dal fascino perverso della rappresentazione. È stato un libro di culto, ma non ha impedito il tracollo della civiltà occidentale, in cui tutto è immagine, dalla politica allo sport, dalla religione al dolore. E nell’era dell’informazione questo tracollo continua, mentre ogni cosa è spettacolo ed obbedisce alle regole della messa in scena.

Quando scrisse «Le Misanthrope ou l’Atrabilaire amoureux» nel 1666, Molière viveva in piccolo, nella corte del Re Sole, quello che noi viviamo oggi. Ed è proprio la tragedia della mancanza di autenticità che ispira una delle sue opere di carattere più riuscite, racconto della falsità di un mondo già in declino, fatto di cerimoniali di facciata e di amicizie di convenienza. Insomma, con questo capolavoro Molière sembrava anticipare le intuizioni del suo connazionale Debord, impreziosendo con una vena di pessimismo la comicità che attraversa la commedia.

Contatta Vivi Bari

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.