Il sindaco di Bari Vito Leccese ha consegnato questo pomeriggio un riconoscimento al gruppo del Teatro Germoglio, esperienza di teatro sociale nata all’interno del Centro Servizi per le Famiglie di San Girolamo – Casa della cittadinanza attiva e della legalità.
Il progetto coinvolge donne che frequentano il centro e che, attraverso il linguaggio teatrale, hanno trovato uno spazio di espressione, ascolto e crescita personale. Il percorso ha lavorato sull’espressività, sul racconto di sé e sulla condivisione dei vissuti, trasformando emozioni, fragilità ed esperienze personali in una narrazione collettiva.
Da questo cammino è nato lo spettacolo “Storie in bicicletta”, racconto corale dedicato alla cura delle persone, dell’ambiente e degli spazi pubblici. Una produzione che intreccia cittadinanza attiva, memoria personale e attenzione al territorio, facendo del teatro uno strumento di relazione e partecipazione.
«Il teatro è una forma d’arte e di creatività, e l’esperienza del Teatro Germoglio è un percorso comunitario importante, perché si realizza all’interno del Centro servizi per le Famiglie del quartiere San Girolamo», ha dichiarato il sindaco Vito Leccese. «È un modo non solo per veicolare un messaggio fondamentale, quello dello stare insieme attraverso la cultura e la produzione culturale, ma anche per affrancarsi da situazioni territoriali difficili. Questa è un’esperienza straordinaria all’interno della nostra città, che l’amministrazione comunale intende valorizzare».
Il Centro Servizi per le Famiglie di San Girolamo si trova sul waterfront del quartiere, in un bene confiscato alla criminalità organizzata conosciuto come Chiccolino. Qui vengono realizzate attività di socializzazione e percorsi riparativi rivolti a minori, adulti e giovani adulti transitati nel circuito penale.
«Il laboratorio teatrale era nato come teatro dell’oppresso per i ragazzi dei percorsi riparativi, ma si è poi trasformato in un’esperienza di teatro sociale grazie alla partecipazione delle donne che frequentano il centro», ha spiegato Stefania Monopoli, responsabile del centro. «Da questo incontro è nata un’esplosione di creatività, che abbiamo scelto di legare alle attività di cittadinanza attiva e cura del territorio che svolgiamo ogni giorno».
Lo spettacolo “Storie in bicicletta”, giunto alla decima replica tra Bari e l’area metropolitana, racconta proprio il valore della partecipazione, della sostenibilità ambientale e della cura della comunità.
A sottolineare il significato del percorso è stata anche Abra Lupori, insegnante di teatro sociale e del Teatro Germoglio. «Il teatro sociale è prima di tutto uno strumento di benessere e crescita personale. Attraverso il lavoro su di sé nasce spontaneamente il desiderio di far arrivare alla comunità la propria voce, le proprie emozioni e un messaggio positivo».
Secondo Lupori, il Teatro Germoglio nasce dal desiderio di usare l’arte per rafforzare autostima, autodeterminazione e senso di appartenenza. Anche in un’esperienza non professionale, il palco diventa uno spazio in cui chi recita e il pubblico condividono energie, emozioni e significati.
Tra le testimonianze più significative anche quella di Rosita, una delle partecipanti allo spettacolo. «Per tanti anni ho represso la mia voce. Grazie a questa esperienza mi sento più libera di esprimermi, di parlare con gli altri e di affrontare le situazioni della vita con maggiore consapevolezza», ha raccontato. «Dopo anni dedicati alla famiglia, alla casa e ai figli, questo percorso mi ha aiutata a ritrovare me stessa e la forza di andare avanti».
Il riconoscimento consegnato dal sindaco valorizza dunque un’esperienza che unisce arte, inclusione e cittadinanza attiva, mostrando come i luoghi di comunità possano diventare spazi di riscatto, ascolto e costruzione condivisa.

