Le note malinconiche ed eleganti dell’Inghilterra elisabettiana risuoneranno nel cuore di Bari Vecchia. In occasione del 400° anniversario della morte di John Dowland, il celebre liutista americano Hopkinson Smith dedicherà al compositore inglese un doppio appuntamento di altissimo profilo culturale, inserito nella rassegna N&B Mareterra Festival diretta da Gilberto Scordari.
Il maestro newyorchese, considerato tra i massimi interpreti mondiali di musica antica, proporrà sabato 18 aprile alle ore 20:00 il programma “Seven Passionate Pavans”. Un viaggio nel ciclo delle “lacrime” dowlandiane, dove la malinconia si trasforma in una raffinata cifra estetica e meditativa.
Il fulcro del concerto sarà la rilettura per liuto solo della celebre raccolta Lachrimae or Seaven Tears. Originariamente concepite per un ensemble d’archi e liuto, le pavane verranno eseguite nella versione curata dallo stesso Smith, mettendo a nudo l’audacia armonica e la forza lirica dei brani originali.
L’approfondimento proseguirà domenica 19 aprile alle ore 10:00 presso la Sala Odegitria, dove Hopkinson Smith dialogherà con il rinomato musicologo Dinko Fabris. Sarà l’occasione per esplorare la figura di Dowland, capace di influenzare la musica europea con capolavori come Flow my Tears, e per comprendere il ruolo del liuto come strumento principe del Rinascimento.
Hopkinson Smith: l’anima del liuto
Nato a New York nel 1946 e formatosi tra Harvard e la Schola Cantorum Basiliensis, Hopkinson Smith ha dedicato la vita alla riscoperta degli strumenti a pizzico antichi. Fondatore dell’ensemble Hespèrion XX e vincitore di numerosi premi internazionali (tra cui il Diapason d’Or), Smith è celebre per la sua capacità di far “parlare” il liuto con una profondità emotiva che scavalca i secoli.

