L’incontro, dedicato al padre dei fotoreporter italiani,  riunisce autorevoli esperti del settore, nonché rappresentanti istituzionali del Comune di Bari – Assessorato alla Cultura e della Regione Puglia – Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio, al fine di condividere l’esito degli interventi di conservazione e restauro promossi sull’inedito fondo fotografico del Museo Civico di Bari “Adolfo Porry-Pastorel”, finanziati dal Ministero della Cultura – Direzione generale Archivi e realizzati su progettazione della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Puglia.

Adolfo Porry-Pastorel (1888-1960) è già un fotografo affermato allo scoppio della Grande guerra. In un momento storico in cui il progresso tecnologico favorisce l’innovazione delle tecniche di stampa e, in campo fotografico, l’uso di macchine leggere e trasportabili, la fotografia scopre una nuova autonomia espressiva. In questo contesto, Porry-Pastorel ha la capacità di intuire il potenziale di diffusione dell’immagine fotografica attraverso la stampa periodica e su questo imposta il suo lavoro. Conteso dai quotidiani più in voga del tempo quali Il Messaggero, La Vita e Il Giornale d’Italia, che alla fine riuscì ad averne l’esclusiva, fonda un’agenzia fotografica propria il cui nome è un programma: VEDO – Visioni Editoriali Diffuse Ovunque (1908).

Nella drammaticità di un’Italia sconvolta dalla Prima guerra mondiale e dai grandi cambiamenti socio-politici del tempo, Porry-Pastorel è in grado di narrare gli eventi sviluppando un linguaggio fotografico proprio, spesso sottilmente ironico. Le sue opere fotografiche non sono soltanto la memoria del passato, ma segnano un passaggio fondamentale nella storia della fotografia e del fotogiornalismo in Italia.

Le preziose fotografie autografe ritrovate a Bari, conservate nel Museo Civico, aggiungono un nuovo capitolo al racconto della vita professionale di questo grande fotografo. Si tratta di oltre ottanta stampe alla gelatina al bromuro d’argento eseguite da Porry-Pastorel per il «Giornale d’Italia», divenute di proprietà del Comune di Bari a seguito dell’«Esposizione di guerra» del gennaio 1919 allestita nel Teatro Margherita, poi dimenticate per decenni nei depositi del Museo. Al valore storico si aggiunge il fascino di un vero e proprio ritrovamento archeologico, reso ancora più evidente grazie a un intervento di restauro che ha permesso non soltanto il recupero dell’integrità materiale del Fondo, ma anche un momento di conoscenza dell’opera di colui che oggi è considerato il padre del fotogiornalismo italiano.

Il seminario si colloca, inoltre, nella X edizione di Archivi Aperti, che si tiene in tutta Italia dall’11 al 20 ottobre 2024, organizzata da Rete Fotografia: un appuntamento fondamentale nell’ambito della cultura fotografica, che continua a monitorare le sorti degli archivi dei fotografi italiani, ampliandone lo sguardo attorno alle numerosissime declinazioni che ruotano attorno alla professione del fotografo. 

Il tema di quest’anno è Pagine di fotografia, che intende affrontare il complesso rapporto tra fotografia ed editoria. Il focus, però, non vuole essere solamente sugli archivi di testate giornalistiche, ma anche e soprattutto sul lavoro personale del fotografo, sul suo archivio e sull’influenza del suo sguardo sulla cultura fotografica in generale. L’attenzione viene quindi posta sulla biblioteca che il professionista crea nel tempo, costituita sia da edizioni del suo lavoro sia dai volumi raccolti per cultura e formazione personale, ma anche sulle biblioteche specialistiche conservate nelle istituzioni, negli archivi pubblici e privati e nelle case editrici. 

https://www.retefotografia.it/2024-archivi-aperti_x-edizione_pagine-di-fotografia

Sul territorio pugliese, anche in occasione di questa edizione di Archivi Aperti, la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia ha creato una rete, in modo da aumentare la visibilità di tante realtà che spesso sono poco conosciute dal grande pubblico e per organizzare sempre più eventi, cui si possa collaborare assieme. Gli istituti che hanno aderito quest’anno sono il Centro Studi Pino Tosca ETS – Archivio Storico Pino Tosca a Modugno, il Polo Archivistico-Bibliotecario di Conversano, la Fondazione Giuseppe Di Vagno 1889-1921 a Conversano, la Biblioteca Pubblica Arcivescovile “A. De Leo” a Brindisi, l’Archivio del Teatro Koreja in collaborazione con l’Archivio di Stato di Lecce, l’Archivio Carmelo Bene a Lecce, l’Osservatorio Ricerca Sociale O.R.S. – Centro studi, politiche e ricerche sociali – APS / Liquilab a Tricase, la Società Italiana di Scienze Umane e Sociali SISUS in collaborazione con l’Archivio di Stato di Taranto, il Museo e Archivio Capitolare della Basilica di San Martino e la Galleria d’arte “la Pietra” a Martina Franca.

La registrazione dei partecipanti al seminario inizierà alle ore 09.00.

Si raccomanda prenotazione tramite email a: sab-puglia.info@cultura.gov.it

In collaborazione con: Comune di Bari / Museo Civico di Bari

Dopo i saluti istituzionali di Sabrina Mingarelli, Dirigente DG-A Servizio II – MiC, Paola Romano, Assessora alle Culture – Comune di Bari e Aldo Patruno, Direttore Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio – Regione Puglia, si svolgeranno gli interventi di:

Enrico Menduni, Studioso di storia della fotografia, professore universitario e curatore della prima mostra su Porry Pastorel (Roma, Palazzo Braschi, giugno-novembre 2021) con una relazione dal titolo: Adolfo Porry Pastorel e “Il Giornale d’Italia”: una storia d’amore duratura

Simona Cicala, Funzionario Restauratore e Conservatore – SAB Puglia – MiC, che ha diretto l’intervento di restauro, con una relazione dal titolo: Restaurare la memoria: le stampe alla gelatina di A. P. Pastorel nella mostra del 1919 a Bari

Seguiranno le conclusioni di Marco Giacomo Bascapè, Soprintendente SAB Puglia – MiC e Francesco Carofiglio, Coordinatore Museo Civico di Bari. 

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