Il mondo accademico e scientifico piange la scomparsa del Prof. Ing. Alfredo Sollazzo, figura storica dell’Ingegneria civile e strutturale in Italia, scomparso il 18 marzo 2025 all’età di 93 anni. Il funerale laico, in sua memoria, si terrà giovedì 20 marzo alle ore 10.00 presso l’Aula Magna del Politecnico di Bari, l’istituzione che per decenni è stata la sua casa, il luogo in cui ha formato intere generazioni di ingegneri e ha lasciato un’impronta indelebile nella storia accademica della Puglia.
Un percorso accademico esemplare tra Bari, Trieste e ritorno
Nato a Napoli nel 1932, Alfredo Sollazzo si trasferisce sin da giovanissimo a Bari, dove frequenta tutti gli ordini scolastici e si laurea, nel dicembre del 1956, in Ingegneria Civile – Trasporti presso l’Università degli Studi di Bari, con il massimo dei voti, la lode e la pubblicazione della tesi, segnando fin da subito la sua vocazione per l’eccellenza.
Dopo gli inizi come assistente di Scienza delle Costruzioni a Bari nel 1957, si trasferisce nel 1960 presso l’Università di Trieste, dove ottiene nel 1963 la libera docenza, un passaggio fondamentale per l’avvio della sua carriera da docente universitario.
Dal 1967/68 ritorna definitivamente in Puglia, insegnando Scienza delle Costruzioni prima all’Università di Bari e poi, con la nascita del Politecnico di Bari, diventandone uno dei riferimenti più autorevoli, fino al collocamento a riposo in qualità di professore ordinario.
Direttore, preside, presidente: un protagonista della storia del Politecnico
La carriera del professor Sollazzo si distingue per i numerosi incarichi istituzionali di rilievo, che ne fanno una delle figure più influenti nella storia dell’ingegneria accademica pugliese.
Tra il 1968 e il 1983, è Direttore dell’Istituto di Scienza delle Costruzioni della Facoltà di Ingegneria di Bari, oltre che del Laboratorio Ufficiale per le esperienze sui materiali da costruzione. Dal 1981 al 1992 è Presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Civile, mentre nel 1991/92 entra nel Consiglio di Amministrazione del Politecnico.
Dal 1992 al 1997 assume il doppio ruolo di Preside della Facoltà di Ingegneria e Presidente del Comitato Tecnico Ordinatore della II Facoltà di Ingegneria con sede a Taranto, guidando l’espansione dell’offerta formativa dell’ateneo.
Dal 2001 al 2007 coordina il Dottorato di Ricerca in Scienze dell’Ingegneria Civile e Ambientale, contribuendo alla formazione della nuova generazione di ricercatori.
Professore emerito e riferimento scientifico
Nel 2009, su proposta della Facoltà di Ingegneria, il Ministero dell’Università gli conferisce il titolo di Professore emerito, riconoscendone il prestigio accademico e scientifico.
L’attività scientifica del professor Sollazzo si è sviluppata lungo decenni di studio e pubblicazioni, con una produzione bibliografica ricchissima che ha toccato numerosi ambiti della Scienza e Tecnica delle Costruzioni. Tra i suoi contributi più noti, i tre volumi di “Scienza delle Costruzioni” editi da UTET tra il 1983 e il 1993, testi di riferimento per studenti, ricercatori e professionisti.
Per Sollazzo, la Scienza delle Costruzioni era una disciplina applicativa e trasversale, capace di dialogare con tutti i settori dell’ingegneria. Un approccio scientifico rigoroso, ma sempre con una forte impronta didattica e pratica.
Lo sguardo rivolto alla storia dell’ingegneria
Anche dopo il pensionamento, Alfredo Sollazzo ha continuato a contribuire alla vita accademica. Negli ultimi anni, si è dedicato con passione allo studio della storia dell’Ingegneria, in particolare quella della Facoltà di Ingegneria di Bari e del Politecnico, due istituzioni di cui è stato studente, docente, preside e infine decano.
Un patrimonio di conoscenze, esperienze e memoria storica che ha arricchito la comunità accademica barese e che oggi diventa eredità preziosa da preservare.
Un’eredità che continua a vivere
Il Politecnico di Bari e il mondo dell’ingegneria pugliese perdono un maestro, un innovatore e un testimone del sapere scientifico. Ma l’eredità del professor Alfredo Sollazzo continuerà a vivere nei suoi scritti, nei suoi studenti, nelle istituzioni che ha contribuito a costruire e nelle strutture che portano ancora il segno della sua visione culturale.
L’ultimo saluto del mondo accademico si terrà giovedì 20 marzo alle ore 10.00 nell’Aula Magna del Politecnico di Bari: un luogo simbolico che ha visto per decenni il professor Sollazzo protagonista, maestro e guida.
Il rettore del Politecnico di Bari, prof. Francesco Cupertino: “Il prof. Sollazzo ha dedicato la sua vita all’insegnamento e alla ricerca, contribuendo in modo significativo alla crescita del Politecnico e alla formazione di generazioni di studenti. Il suo impegno e la sua passione per la conoscenza rimarranno un esempio per tutti noi”.
Il presidente dell’Ordine degli Ingegneri, prof. Umberto Fratino: “Con Alfredo Solazzo scompare una delle figure più luminose, colte e nobili della storia della facoltà di Ingegneria e del Politecnico di Bari.
Grazie Alfredo per quanto hai dato, il tuo percorso di vita e di scienza è stato un esempio e una guida per tanti di noi”.
