Il palcoscenico del Teatro Kismet si prepara a ospitare quello che molti definiscono il confronto sull’invenzione più rivoluzionaria dai tempi della stampa di Gutenberg: l’Intelligenza Artificiale. Giovedì 23 aprile, a partire dalle ore 20:00, la rassegna “Umano non umano” giunge al suo atto conclusivo con un dialogo d’eccezione tra lo scrittore Premio Strega Nicola Lagioia e una delle voci più autorevoli nel panorama scientifico europeo, Francesca Lagioia.

L’incontro non sarà solo una riflessione tecnica, ma un’analisi profonda su come l’evoluzione tecnologica cambierà radicalmente la nostra vita nei prossimi anni, toccando i nodi cruciali dell’etica, del diritto e della convivenza tra esseri umani e sistemi artificiali.

Francesca Lagioia: la sentinella dell’etica algoritmica

Professoressa Associata all’Università di Bologna e allo European University Institute di Firenze, Francesca Lagioia incarna la figura della ricercatrice impegnata a “umanizzare” la tecnologia. Con un dottorato in Law, Science and Technologies e una solida collaborazione con il Parlamento Europeo, la studiosa si occupa di costruire sistemi capaci di identificare violazioni commesse non solo dagli esseri umani, ma dagli algoritmi stessi.

Al centro del dibattito ci saranno i suoi progetti di punta, che dimostrano come l’IA possa diventare un alleato della giustizia:

  • EQUAL (EQUitable Algorithms): Un modello volto a scovare e neutralizzare le discriminazioni nascoste nei sistemi decisionali automatizzati.
  • CLAUDETTE (CLAUseDETecTEr): Un sistema di machine learning addestrato per identificare clausole abusive o inique nei contratti e nelle informative sulla privacy, tutelando i diritti dei consumatori.

Il gran finale di “Umano non umano”

Con questo appuntamento si chiude un percorso curato da Nicola Lagioia che, da gennaio, ha esplorato i confini della nostra specie attraverso lo sguardo di intellettuali come Paolo Giordano, Paola Caridi e Paolo Pecere. La serata promette di essere uno spazio di riflessione partecipata, arricchito dalla presenza nel foyer del teatro del book corner curato dalla libreria “Un panda sulla luna”.

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ViviBari
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