C’è una storia che gli acquavivesi hanno attraversato ogni giorno, magari senza saperlo, camminando su una delle piazze più frequentate del centro storico. Per oltre quindici anni, sotto la pavimentazione di piazza dei Martiri del 1799, gli archeologi hanno scavato in silenzio, riportando alla luce le tracce del castello medievale che diede origine alla città di Acquaviva delle Fonti. Sabato 29 agosto, alle ore 18.30, nella Sala Colafemmina di Palazzo De Mari, quella storia uscirà finalmente dai rapporti tecnici e dai depositi scientifici per essere raccontata, per la prima volta, alla cittadinanza.
Un convegno per restituire la memoria a chi la vive ogni giorno
Il convegno “Dal Maniero alla Piazza. Il castello di Acquaviva delle Fonti attraverso la lente dell’archeologia” è organizzato dal Comune di Acquaviva delle Fonti in piena sintonia con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari. Un appuntamento che assume un significato che va oltre il valore scientifico della ricerca: restituire alla comunità un patrimonio che, pur trovandosi letteralmente sotto i suoi piedi, è rimasto per anni conosciuto soltanto da studiosi e tecnici del settore.
L’evento presenta al pubblico i risultati delle campagne di scavo archeologico condotte in piazza dei Martiri del 1799 negli anni 2001, 2006 e 2016, che hanno permesso di riportare alla luce strutture e testimonianze storiche riconducibili all’antico Castello di Acquaviva, oggi inglobato nell’attuale Palazzo De Mari. Un ritrovamento che non riguarda soltanto un edificio scomparso ma l’intera evoluzione urbanistica della città, dalle sue origini fino alla configurazione attuale del centro storico.
Un racconto che attraversa migliaia di anni
Ciò che rende particolarmente significativo questo lavoro archeologico è l’ampiezza dell’arco temporale che riesce a restituire. Il racconto che emergerà dal convegno attraversa infatti testimonianze del Paleolitico, insediamenti della civiltà peuceta, evidenze di età romana, fino alla fase medievale rappresentata dal castello stesso. Una stratificazione che, strato dopo strato, restituisce alla comunità un pezzo di identità collettiva rimasto per anni nascosto sotto la superficie di una piazza attraversata quotidianamente da residenti e visitatori.
È proprio in questa stratificazione che si coglie il valore più profondo dell’iniziativa: non un singolo ritrovamento isolato, ma un racconto continuo che lega epoche diverse allo stesso luogo, dimostrando come la storia di una comunità non nasca mai da un punto preciso, ma sia il risultato di sedimentazioni successive, spesso invisibili a occhio nudo.
Il programma della giornata
Dopo i saluti istituzionali, si succederanno gli interventi degli archeologi protagonisti delle indagini:
- il dottor Marcello Turci, funzionario SABAP-BA per il territorio di Acquaviva delle Fonti, introdurrà gli scavi archeologici di Piazza dei Martiri del 1799;
- la dottoressa Lorella Lamanna, archeologa, presenterà un intervento dal titolo “Sotto la piazza. Archeologia di un palinsesto urbano”;
- la dottoressa Lucia Ceci, archeologa, introdurrà la visita al Museo con una relazione dedicata a “Salentino, un luogo della memoria”.
Al termine degli interventi, gli stessi archeologi guideranno i partecipanti in una visita al Museo Archeologico Comunale “Austacio Busto”, dove sono custoditi i principali reperti rinvenuti nel corso delle campagne di scavo, per proseguire poi con un sopralluogo diretto all’area archeologica di Piazza dei Martiri del 1799, dove sarà possibile osservare le strutture oggi visibili alla luce di quanto raccontato in sala.
Le parole del sindaco Marco Lenoci
A spiegare il significato dell’iniziativa è il sindaco di Acquaviva delle Fonti, avv. Marco Lenoci: “La storia di un paese non è un capitolo riservato agli studiosi: è la storia dell’intera comunità che lo abita ed è nostro dovere valorizzarla e tramandarla alle nuove generazioni. Quello che emergerà da questo convegno non è soltanto un capitolo di archeologia ma un pezzo della nostra identità collettiva, che restituiamo ai cittadini di Acquaviva perché possano riconoscersi in una storia che parte da molto più lontano di quanto immaginiamo.”
Le parole dell’assessore alla Cultura Mariagrazia Barbieri
Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura, dott.ssa Mariagrazia Barbieri: “Con questa iniziativa entriamo, ancora una volta, nelle stanze della casa degli acquavivesi: la nostra storia, i nostri strati più profondi, raccontati da chi li ha portati alla luce con competenza e passione. Ringrazio la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari per l’attenzione costante riservata alla nostra città e per aver condiviso con noi questo percorso di conoscenza e valorizzazione del nostro patrimonio.”
Un patrimonio che appartiene a tutti
Al di là del valore scientifico delle campagne di scavo, l’iniziativa di sabato 29 agosto racconta bene quanto la conoscenza storica di un territorio possa diventare strumento concreto di coesione sociale. Restituire alla cittadinanza, attraverso un linguaggio accessibile e un percorso guidato, i risultati di anni di ricerca archeologica significa trasformare un dato tecnico in un patrimonio collettivo, capace di rafforzare il senso di appartenenza di chi vive quotidianamente quei luoghi.
In un momento storico in cui il legame tra le persone e i territori che abitano rischia spesso di indebolirsi, iniziative come questa dimostrano come la storia locale, se raccontata con cura, possa ancora rappresentare un elemento identitario capace di unire generazioni diverse attorno a una stessa consapevolezza: quella di appartenere a una comunità con radici molto più profonde di quanto si immagini camminando distrattamente su una piazza.
Informazioni sull’evento
Il convegno “Dal Maniero alla Piazza” si terrà sabato 29 agosto 2026, alle ore 18.30, nella Sala Colafemmina di Palazzo De Mari, ad Acquaviva delle Fonti. L’ingresso è libero, ed è prevista, al termine degli interventi, la visita guidata al Museo Archeologico Comunale “Austacio Busto” e all’area archeologica di Piazza dei Martiri del 1799.

