Un raffinato omaggio a Franz Schubert, ma anche un ponte ideale tra passato e presente nel segno del genio di Tommaso Traetta. È quanto proporrà Raffaele D’Angelo, giovane pianista lucano classe 1999, protagonista dell’ultimo appuntamento delle «Ri-Letture» del Traetta Opera Festival, sabato 8 novembre alle 20.30 al Teatro Comunale di Bitonto.
Formatosi all’Accademia di Imola con Ingrid Fliter e Alessandro Taverna, D’Angelo si è già distinto per la sensibilità interpretativa e per una carriera in rapida ascesa, con esibizioni in sedi prestigiose come la Grosser Saal del Mozarteum di Salisburgo e la Philharmonie di Berlino.
Il recital si aprirà con una composizione inedita di Davide Dentuti, Ombre classiche, scritta appositamente per il festival nell’ambito del progetto «Ri-Letture», che invita giovani autori a dialogare con l’eredità di Traetta, grande riformatore del melodramma del Settecento, attraverso linguaggi contemporanei.
Seguiranno tre pagine schubertiane di grande fascino. Cuore del programma sarà la Sonata in la maggiore D 664, capolavoro del 1819 in cui Schubert combina spontaneità melodica e profondità poetica, con quella serena leggerezza che richiama la luminosità del Quintetto La Trota. Opera di apparente semplicità, la D 664 richiede all’interprete una sottile padronanza tecnica e un controllo espressivo di rara finezza.
D’Angelo proporrà inoltre l’Improvviso n. 2 op. 90, in cui la vena lirica di Schubert si intreccia a una malinconia tutta intima, e concluderà la serata con i Tre pezzi per pianoforte D 946, pagine dell’ultimo periodo del compositore viennese che condensano in forme brevi e intensissime un universo di emozioni contrastanti.
Un concerto che promette di essere non solo un tributo al genio di Schubert, ma anche un’occasione per riscoprire, attraverso le “ombre classiche” evocate da Dentuti, la modernità poetica di Traetta.

