“Rinascere danzando” è il metodo creato da una donna che ha attraversato nella sua esistenza momenti di fragilità e che si mette a disposizione di tutte le altre che, in periodi delicati della loro esistenza, possono aver bisogno di un supporto, di nuovi stimoli e di linee guida per riappropriarsi della propria forza, della propria autodeterminazione, dell’autostima e della propria femminilità. L’obiettivo dell’iniziativa dell’avvocata Tiziana Cecere, presidente dell’associazione “Fermiconlemani” di Bari, è aiutare le vittime di violenza di genere a rinascere e ricominciare a vivere con la consapevolezza di essere speciali, uniche e capaci di arrivare esattamente dove si sono prefissate di arrivare.

Ecco la nota dell’avvocata Tiziana Cecere, presidente dell’associazione Fermiconlemani di Bari.

A tal proposito, voglio partire da alcuni dati in merito all’autostima femminile, ad esempio quelli derivati dal progetto di “Beauty Confidence e Autostima”(2004) e che ha sinora raggiunto 35 milioni di giovani in 140 paesi in tutto il mondo, un’iniziativa che ci permette di capire quanto la situazione sia da considerare con delicatezza e importanza.

In Italia, i risultati hanno evidenziato che 4 donne e ragazze su 10 non si sentono belle, che 5 su 10 pensano di non dover mai sbagliare né mostrare le loro debolezze, 5 su 10 sentono di patire la competizione di amici e familiari, 2 donne su 3 sentono la pressione di dover raggiungere tutti gli obiettivi familiari e lavorativi, 7 donne su 10 tendono ad evitare di partecipare ad eventi sociali. Le donne italiane sono al penultimo posto nella classifica mondiale che misura l’autostima tra i 17 Paesi nei quali è stata condotta la ricerca condotta da Edelman Intelligence per Dove (Unilever). L’universo femminile è quanto più di affascinante e complesso esista nell’essere umano. Ogni donna è speciale a proprio modo ma tutte sono accomunate da affettività e forza, qualità spiccate che si rivelano nei momenti più appropriati. Ogni donna è un misterioso mondo da esplorare, conoscere e amare. L’idea di aiutare le donne a riappropriarsi dell’essenza e della fortuna di essere donne, è collegata all’esperienza personale, poiché per diversi anni sono stata ingabbiata in stereotipi misogini e in retaggi culturali che vedevano l’uomo al centro di ogni cosa. La frase che in modo ricorrente mi bombardava era “tanto non ce la farai mai a diventare ciò che desideri come lo fa un uomo, tanto non sarai mai capace e sveglia come un uomo”; e senza ombra di dubbio la frustrazione, oltre a congelare le energie, blocca l’evoluzione e la crescita personale… blocca in fin dei conti lo scorrere sereno e felice della vita.

Ecco, per queste ragioni vorrei che l’atteggiamento propositivo delle donne coraggiose, determinate, consapevoli e autodeterminate sia quello della maggioranza: donne che riescano a creare e coltivare un’immagine di sé stesse “sostenibile” o, come si sul dire per la Programmazione Neurolinguistica, “ecologica”, ovvero essere consapevoli del proprio valore, così da aiutare sé stesse e gli altri, al di là del modo in cui appaiono ma, soprattutto, nel modo in cui sono, nella sostanza oltre che nella forma, nella salda percezione di considerarsi individui completi, con tutto il bagaglio di esperienze personali, lavorative e sociali. Il metodo “Rinascere Danzando”, registrato con diritto di autore, sostiene le donne e nasce dall’idea di aver voluto creare una sinergia da una grande passione che mi accompagna da quasi 40 anni, quanto tutta la mia vita: la danza a cui ho abbinato le attività di coaching e counseling per supporto e assistenza alle donne in difficoltà, alle vittime di qualsiasi forma di violenza e alle donne che vogliono affermare la loro leadership. Ho iniziato a danzare da molto piccola, danza classica, modern jazz, tip tap, pole dance, per conoscere da adulta anche il tango argentino e la salsa portoricana, studiando con maestri di fama internazionale, partecipando a concorsi, competizioni, partecipando a numerosi spettacoli e insegnando a giovani e ad adulti. Posso con certezza e con esperienza personale affermare che la danza ha dato plus valore alla mia vita, consentendomi di esprimere la mia gioia e il mio dolore, talvolta anche la mia rabbia, e che ha formato e tenuta allenata la mia forma fisica, ha esaltato la mia femminilità, mi ha conferito caparbietà e determinazione per affrontare le sfide dell’esistenza, mi ha insegnato il rispetto della disciplina e delle persone, mi ha fatto vivere in modo davvero speciale, facendomi superare momenti di fragilità, soprattutto durante il periodo adolescenziale.

E’ proprio perché ho personalmente testato che il movimento e la danza hanno aumentato il livello della mia energia psico-fisica, ho pensato di mettere le mie conoscenze nel campo insieme a specifiche tecniche apprese durante il mio percorso di certificazione in Coaching e Counseling PNL Bioetica e di creare uno strumento che possa alimentare e/o riequilibrare l’utilizzo delle risorse che ogni donna ha a disposizione, ma talvolta con riesce a vedere, e non riesce a liberare la mente da convinzioni limitanti fortemente vincolanti per la felicità, per il benessere e per il raggiungimento degli obiettivi. La danza,la musica e il movimento, applicate alle linee guida della Programmazione Neurolinguistica Bioetica, possono diventare un valido strumento di ripristino energie, autostima, vitalità, identità e porre le basi per liberarsi da stereotipi e pregiudizi che spesso impediscono alle donne di vivere il “qui ed ora” con serenità, consapevolezza e di costruire l’empowerment e le possibilità di esercitare la leadership in ambito lavorativo, sociale e culturale. Attraverso la musica e la pratica di movimenti ed esercizi di danza basici e facilmente assimilabili abbinati all’utilizzo delle tecniche di PNL Bioetica come visualizzazioni guidate, time line, ancoraggi spaziali,  metamodello e sleight, si crea un utilità rilevatrice di stati d’animo interiori che riesce a far emergere le emozioni e le memorie del corpo superando certi ostacoli che bloccano l’individuazione delle proprie risorse e del proprio valore e l’espressione della propria autodeterminazione. Nella mia esperienza di ascolto, sostegno, assistenza e consulenza con le numerosissime donne con cui mi relaziono, ho constatato che spesso le donne sofferenti e fragili hanno estrema difficoltà a raccontarsi, esporsi, ad uscire da quel “guscio ove pensano di essere al riparo” per paura, vergogna, senso di inadeguatezza, mancanza di stima in sé stesse, mancanza di amore per se’, continuando a giudicarsi, ad addossarsi delle colpe, a vivere nel passato, a trovare scuse per non mettere in pratica il cambiamento. Certamente affrontare i cambiamenti genera resistenze nell’essere umano perché’ si ha la tendenza a mantenere l’”omeostasi” (dal greco òmoios, “simile”e stasis “posizione“) intesa quale naturale raggiungimento di una relativa stabilità, sia delle proprietà chimico-fisiche interne che comportamentali, che accomuna tutti gli organismi viventi, che per quanto sia disfunzionale crea certezza e sicurezza, fa sentire gli individui nella ben nota “zona di confort”.

Eventi e situazioni inaspettate, improvvise e non messe in conto nella vita, possono però spronarci a mettere in atto vari cambiamenti nelle nostre azioni e nella nostra esistenza in modo positivo e verso l’evoluzione purché siamo disposti ad apportare modifiche al nostro sistema interno di credenze e convinzioni e ai nostri atteggiamenti nei confronti di noi stessi e degli altri. Spesso le donne si auto-sottopongono a giudizi e pregiudizi, auto-sabotando le loro risorse, le loro energie, le loro aree di miglioramento, il loro patrimonio genetico. Attraverso gli incontri di “Rinascere Danzando”, singolarmente o in gruppo, le donne lasciano emergere quel mondo interiore che solitamente è muto, senza parole, facendo diventare il loro corpo un vocabolario. Durante gli incontri di gruppo emerge un altro valore aggiunto: “la sorellanza”, quel patto emotivo fra le donne che alimenta alleanza, la coesistenza, lo sviluppo delle potenzialità, dell’autostima, della creatività, la conoscenza delle parti nascoste o dimenticate di sé, per l’appartenenza e per la condivisione. Certamente, le numerose applicazioni della danza nel far emergere il potenziale individuale non sono nuove, se pensiamo infatti che fin dall’inizio del secolo scorso Gustav Jung intuì l’importanza del movimento e delle espressioni pittoriche e drammatiche individuandole come una “porta” per accedere all’inconscio. I numerosissimi effetti positivi della danza possono migliorare lo stato psicofisico, la qualità della vita di una donna e fungere da prezioso “ancoraggio” per superare momenti di difficoltà, aiutare la capacità di sentirsi e relazionarsi agli altri in modo sicuro, non autogiudicante ma autentico e sereno per “essere libere di essere esattamente come decidono di essere”. Le donne, che con me hanno sperimentato il metodo collegato a linee guida di coaching con costanza, sono riuscite ad acquisire la consapevolezza di poter manifestare liberamente le proprie emozioni senza sentirsi giudicate, hanno acquisito concetti e competenze, hanno migliorato le relazioni interpersonali, hanno aumentato la coordinazione motoria e la gestione dello spazio intorno a loro, si sono sentite più femminili.

Raccolgo ogni volta a fine percorso le impressioni delle preziose donne con cui applichiamo il metodo “Rinascere Danzando” su biglietti del loro colore preferito, come

– Alessia che ha scritto:” prima non sapevo bene chi fossi e quanta energia potessi impegnare per realizzarmi, finalmente ho compreso che io devo essere la prima ad accettarmi così come sono”;

–  Lorena: “in alcuni momenti della vita abbiamo solo bisogno della spalla di qualcuno che ci accompagni, ne ho trovata una speciale che mi ha fatta vedere allo specchio con occhi innamorati di me stessa”;

Rachele: “ho aperto finalmente lo scrigno dei miei gioielli e addosso mi stanno da dea”;

Marisa: “imparo che il tempo interiore è quello ove puoi proteggerti da ogni influsso esterno”;

Carmen: “la paura può diventare la tua migliore alleata nella misura in cui acquisisci la forza per superarla agendo nel tuo miglior interesse”.

Il metodo “Rinascere danzando”, fondato su tecniche di coaching da me apprese durante la formazione in P.N.L. Bioetica, è adatto a donne di ogni età, ma non vuol essere e non è un metodo sostitutivo di terapie psicologiche, poiché in casi di problemi gravi il mio invito è sempre quello di farsi assistere da professionisti nella materia; senza dubbio la danza e la libera espressione con il movimento offrono uno speciale supporto alla mente. Sovente si pensa che l’autostima sia qualcosa di innato nell’essere umano ma moltissime ricerche e studi specifici dimostrano esattamente il contrario: si può sempre migliorare l’autostima e la fiducia in sé stesse.

Aiutarsi l’una con l’altra, fa parte della religione della sorellanza.

[Help one another is part of the religion of our sisterhood].

Louisa May Alcott, Moods, 1865/82

Tiziana Cecere, Coach e Counselor Bioetica, Presidente di Fermiconlemani

Contatta ViviBari

One thought on “Violenza di genere: ecco il metodo brevettato “Rinascere danzando””
  1. La danza come movimento del corpo e della anima,insieme naturalmente alla musica ha accompagnato spesso il mio dolore e la mia rabbia stemperandoli poi in bellezza e lenta riappacificazione.Con sé e col mondo.Una chiave in più per un cammino con finestre aperte.Faticoso ma consapevole.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.