Il Teatro Abeliano si conferma epicentro della danza internazionale grazie a ResExtensa – Porta d’Oriente. Domenica 12 aprile, il Centro Nazionale di Produzione della Danza presenta una serata evento caratterizzata da due debutti di alto profilo: un’occasione unica per osservare come la ricerca coreografica contemporanea sappia rielaborare le radici culturali, dalla Spagna alla Puglia, in un linguaggio universale e innovativo.

Ad aprire la serata (ore 21.00) sarà “NO (short piece)”, creazione della compagnia spagnola La Venidera, presentata in prima nazionale.

Firmato da Irene Tena e Albert Hernández — già solisti del prestigioso Ballet Nacional de España — e supportato dalla visione artistica di Marcos Morau, il lavoro rappresenta un ponte tra la tradizione del flamenco e la danza contemporanea.

In questa pièce, la radice flamenca non è un’eredità statica, ma una materia viva che viene attraversata e messa in discussione. La tensione tra la disciplina classica spagnola e la libertà coreutica moderna trasforma il palco in uno spazio di indagine sull’identità artistica attuale.

Diego Tortelli e il rito del “Bacio Santo”

A seguire, riflettori puntati sulla prima assoluta di “Lu Baciu Santu”, l’ultima opera di Diego Tortelli. Il coreografo bresciano — già scelto per curare la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 — prosegue qui la sua collaborazione con ResExtensa indagando il mito del tarantismo.

Il lavoro ribalta il concetto tradizionale del morso della Taranta:

  • Il Simbolo: Il morso diventa un bacio scelto, un atto volontario di trasformazione anziché un evento subito.
  • La Musica: Una partitura vibrante nata dalla collaborazione tra Justin Adams e il salentino Mauro Durante.
  • La Trilogia: L’opera chiude il progetto di ResExtensa sulle radici pugliesi, dopo Wolf Spider e Mors, spostando la narrazione su un piano più intimo, individuale e consapevole.

L’appuntamento riflette la missione del Centro Nazionale di Produzione della Danza diretto da Elisa Barucchieri, volto a rendere il territorio pugliese un laboratorio fertile capace di attrarre eccellenze mondiali.

“Siamo orgogliosi di accompagnare la nascita di nuove produzioni come ‘Lu Baciu Santu’ — dichiara Barucchieri —. Come Centro Nazionale avvertiamo la responsabilità di generare opportunità concrete, mettendo in relazione artisti e pubblico per costruire un ecosistema culturale vivo, dove la tradizione dialoga costantemente con il futuro.”

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ViviBari
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