Una vita passata a rincorrere sogni e gol, diventando simbolo di passione e sacrificio per il Bari degli anni ’90 e per tutto il calcio italiano. Oggi, Igor Protti, amatissimo ex attaccante biancorosso, ha scelto di rendere pubblico il suo stato e raccontarsi con la stessa onestà e umanità che lo hanno reso grande in campo, parlando apertamente della sua battaglia più dura: quella contro il tumore.
“Da giugno la mia vita non è più la stessa. La cosa che mi pesa di più non è il dolore o la paura, ma vedere la sofferenza negli occhi delle persone che amo. È questo il mio cruccio più grande” – ha dichiarato Protti, affidando alle sue parole tutta la fragilità di un momento che scuote non solo lui, ma anche i suoi cari.
Una sfida senza certezze
“Da due mesi convivo con questa nuova realtà: ci sono giorni più leggeri e altri in cui il peso diventa insopportabile. Non ho vergogna a dirlo: ho paura. La paura non è una debolezza, è parte della vita, serve a sopravvivere. Forse molti mi hanno sempre visto come un guerriero indistruttibile, ma io sono un uomo, con fragilità e timori. Questa, però, è una paura diversa: è la paura di guardare avanti senza certezze”, ha aggiunto.
Abituato a pensare al futuro, a costruirlo passo dopo passo dentro e fuori dal campo, Protti ora affronta il presente con nuove consapevolezze: “Ho passato tanto tempo a immaginare il futuro, a rincorrerlo, dimenticandomi di vivere davvero il presente. Ora le mie giornate sono più silenziose: esco poco, faccio qualche passeggiata, con le energie che ho. Dopo le visite, le cure, l’intervento, il buio si è fatto sentire”.
Il tumore come avversario sleale
Con la metafora del calcio, che ha segnato la sua vita, l’ex bomber racconta la sua battaglia: “Il tumore è una partita che non gioca ad armi pari: tu entri in campo e sei già sotto 3-0. Non puoi vedere l’avversario, non puoi incrociare i suoi occhi. È una sfida infame. Ma oggi sono qui, pronto a lottare. E voglio provare a rimontare quel 3-0”.
L’abbraccio di Bari
Le parole di Protti hanno commosso i tifosi e l’intera comunità sportiva. A Bari, dove è rimasto nel cuore dei tifosi, la notizia ha suscitato un’ondata di affetto e sostegno. Sui social si moltiplicano i messaggi di incoraggiamento: in lui non si vede solo il calciatore che ha fatto sognare una città, ma l’uomo che oggi affronta la partita più difficile con dignità e coraggio.
Il suo messaggio, che intreccia fragilità e determinazione, diventa esempio di forza umana oltre il campo, ricordando che i veri campioni lo restano anche fuori dallo stadio.

