Dopo il via libera del Senato Accademico del 17 settembre, anche il Consiglio di Amministrazione del Politecnico di Bari ha ratificato oggi la decisione di aprire l’accesso agli studenti provenienti dall’area medica, a partire dall’anno accademico 2025-26.
L’iniziativa riguarda in particolare il corso di laurea in Ingegneria dei Sistemi Medicali, ma non esclude la possibilità di accedere anche ad altri corsi del Poliba, compatibilmente con i posti residui disponibili.
100 posti riservati agli studenti dell’area medica
Il corso di Ingegneria dei Sistemi Medicali – realizzato in collaborazione con il corso di Medicina dell’Università di Bari – sarà rafforzato con 100 posti aggiuntivi, riservati a studenti che avranno superato il semestre filtro dei corsi di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria.
Questi posti si aggiungono ai 250 già previsti, portando così la disponibilità totale a 350 posti per il prossimo anno accademico, al via dal 1° ottobre.
Il superamento del semestre filtro varrà come prova di accesso ai corsi di Ingegneria del Politecnico. Inoltre, saranno riconosciuti i CFU già maturati in discipline come chimica, biologia e fisica, mentre le tasse pagate per il semestre filtro saranno detratte dai contributi dovuti al Poliba (eccetto ADISU e bollo).
Orientamento e selezione straordinaria
Per accompagnare i nuovi studenti e ridurre il rischio di abbandono, il Politecnico attiverà percorsi dedicati di accoglienza e orientamento.
La selezione avverrà con un concorso straordinario nel mese di dicembre, in deroga alle consuete procedure di ammissione. La graduatoria sarà formata sulla base del punteggio ottenuto nella selezione nazionale per i corsi di laurea magistrale a ciclo unico in area medica.
Una risposta all’esubero di domanda in area medica
L’iniziativa mira a offrire una via alternativa a quegli studenti che, pur avendo superato il semestre filtro, non trovano posto nei corsi di Medicina e affini. A fronte di circa 3000 iscritti al semestre filtro dell’Università di Bari, i posti disponibili sono infatti poco più di 400, con un inevitabile esubero che solo in parte può essere assorbito da corsi affini come Professioni sanitarie, Farmacia o Biotecnologie.
Il rischio è quello della dispersione universitaria, che il Politecnico intende contrastare con un percorso formativo coerente e professionalizzante nell’ambito biomedico.
Le parole del Rettore
«Con questa iniziativa – dichiara il rettore Francesco Cupertino – vogliamo offrire un’alternativa concreta a quegli studenti che hanno dimostrato impegno e motivazione in ambito biomedico, evitando fenomeni di dispersione e valorizzando competenze che possono trovare piena realizzazione anche nell’ingegneria. Il futuro della salute ha bisogno anche di ingegneri!».
