Confimi ha partecipato al tavolo convocato dal ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, con le parti sociali per approfondire strategie e obiettivi legati ai finanziamenti che sono già arrivati e continueranno ad arrivare dall’Unione Europea. Sergio Ventricelli, vicepresidente di Confimi Industria, soddisfatto: “Buona la partenza, ora si lavori sui settori e con obiettivi ben chiari”.

I fondi del Pnrr possono avere un impatto decisivo sull’economia italiana, e in particolare su quella del Mezzogiorno, se usati per una vera crescita e senza sprechi. Nella riunione al ministero per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il Pnrr, convocata dal ministro Raffaele Fitto, ha partecipato anche Sergio Ventricelli, vicepresidente di Confimi industria con delega alle Infrastrutture: “Si parte col piede giusto”.

Abbiamo appreso che un primo monitoraggio del Pnrr e del Fondo di Coesione esordisce Ventricelli – sarà finalizzato a giorni. Per noi è fondamentale, infatti, individuare e quantificare gli obiettivi che si vogliono raggiungere. Obiettivi che, ci auguriamo, si vogliano perseguire con il supporto delle piccole e medie imprese e non solo tramite bandi pensati per la grande industria. Merito, qualità e sicurezza siano alla base dell’Accordo Quadro nei Lavori Pubblici“.

Quindi un utilizzo di più ampio respiro e non solo finalizzato a grandi bandi per la grande industria o edilizia. Spiega ancora Ventricelli che alcuni aspetti fanno ben sperare: “Bene snellire le procedure burocratiche che rendono farraginoso non solo il meccanismo di partecipazione del settore produttivo privato ma soprattutto il rispetto dei tempi dettati dall’Ue ma questo non vuol dire dare adito alla sommaria realizzazione di opere e progetti”. Rivolgendosi poi direttamente al ministro Fitto, il vicepresidente di Confimi Industria ha voluto portare l’attenzione sul fattore comunicazione: “Non dobbiamo dimenticarci – ha detto – del valore del Made in Italy, dell’attenzione posta sulla nostra capacità di trasformazione. Infrastrutture sì ma non dimentichiamoci del ruolo dei porti e della logistica”. E proprio sulle competenze Ventricelli ha voluto fare un affondo: “Condividiamo le premesse del ministro nel ragionare, nelle prossime occasioni, per tavoli tematici e per direttrici settoriali. Il Pnrr, infatti, va in parte ripensato alla luce degli accadimenti degli ultimi anni, economici e sociali. L’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, infatti, ha di fatto rimesso in discussione tutte le previsioni di spesa”.

Parlando dell’immediato futuro, Ventricelli ha voluto sottolineare: “Bisogna orientare le politiche alle nuove generazioni, valorizzando la loro idea di progettualità come quella di ricreare distretti produttivi trasversali, non più incanalati in un’unica soluzione professionale e formativa. E bisogna investire sulle imprenditrici, ma con continuità e coraggio. Qualità dei progetti e una platea di attori produttivi qualificati possono permettere il cambiamento che tutti ci auguriamo”.

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