È stata fermata dalla marina israeliana la nave Handala, impegnata in una missione umanitaria diretta verso la Striscia di Gaza, con a bordo attivisti pacifisti e aiuti umanitari per la popolazione civile. Tra i componenti dell’equipaggio figura anche un cittadino barese, Tony La Piccirella, da tempo impegnato nei movimenti per la pace e la solidarietà internazionale.

Il fermo è avvenuto nel Mediterraneo orientale. Secondo quanto riferito da fonti internazionali, la nave trasportava beni di prima necessità come latte in polvere, medicinali, alimenti e altri materiali destinati alla popolazione palestinese, stremata da mesi di bombardamenti e restrizioni. L’imbarcazione, stando alle dichiarazioni degli organizzatori, aveva scopi esclusivamente civili e pacifici.

Il commento del sindaco Leccese

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Immediata la reazione del sindaco di Bari, Vito Leccese, che ha espresso pubblicamente solidarietà a Tony La Piccirella e all’intero equipaggio della Handala, chiedendo al governo italiano un intervento deciso sul piano diplomatico.

Chiedo al Governo italiano di adottare tutte le iniziative diplomatiche utili al rilascio del barese Tony La Piccirella e dei civili disarmati componenti dell’equipaggio della nave Handala, compresa quella di convocare l’ambasciatore israeliano per chiedere spiegazioni. Non è possibile continuare a rimanere in silenzio”, ha dichiarato Leccese.

Parliamo di una missione pacifica, la nave trasportava latte in polvere, medicinali, alimenti e beni essenziali per la popolazione di Gaza ormai allo stremo. La Handala non è una minaccia, è un gesto di solidarietà. Bloccarla con la forza militare è un atto gravissimo e inaccettabile”, ha aggiunto il primo cittadino.

Una nave carica di speranza

La Handala prende il nome dal celebre personaggio creato dal vignettista palestinese Naji al-Ali, simbolo della resistenza e della memoria del popolo palestinese. L’imbarcazione è parte di una più ampia iniziativa internazionale che, nel silenzio dei media e nell’indifferenza di molti governi, cerca di rompere l’assedio imposto a Gaza attraverso azioni civili e simboliche.

L’equipaggio è composto da volontari di diverse nazionalità, attivisti, medici, osservatori e rappresentanti della società civile. La loro intenzione non era sfidare militarmente Israele, bensì denunciare la condizione disumana in cui versa la popolazione gazawi e offrire un aiuto concreto.

Cresce l’attesa per notizie ufficiali

Al momento, non si conosce con precisione la destinazione dei membri dell’equipaggio fermati, né il tipo di trattamento loro riservato. Le famiglie e i collettivi a sostegno della missione chiedono che le istituzioni italiane e internazionali si attivino con urgenza per garantire il rispetto dei diritti fondamentali dei civili coinvolti.

Il Comune di Bari si unisce all’appello per la liberazione di Tony La Piccirella e di tutti gli attivisti, ricordando che l’aiuto umanitario non può essere criminalizzato e che la solidarietà non è un reato.

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