Il restauro non è solo conservazione di pietre, ma cura dell’identità. Su questa visione si focalizza il corposo volume “Il restauro e la cura dell’albero. Mauro Civita tra vita e opere”, scritto da Rossella de Cadilhac e Lucia Serafini (Schena Editore, 2025). Il libro verrà presentato domani, mercoledì 22 aprile 2026, alle ore 9:00, presso la Sala delle Videoconferenze del Politecnico di Bari.

L’opera celebra la figura di Mauro Civita (1933-2003), architetto e docente che ha segnato la storia del restauro italiano, lasciando un’eredità indelebile in Puglia e in Abruzzo.

La metafora dell’albero e della memoria

Per Civita, la memoria è come un albero: cresce per anelli concentrici e stratificazioni. Saper leggere queste tracce nel tessuto costruito significa tutelare la nostra stessa identità. Allievo di Roberto Pane, Civita ha promosso un restauro fondato sul rispetto della materia stratificata e sul risanamento dei centri storici (celebri i suoi piani per Molfetta e Bitonto), intesi non come musei polverosi, ma come organismi vivi da restituire alla collettività.

Un tecnico tra cantiere e accademia

Protagonista della scena accademica prima a Pescara e poi a Bari, Civita è stato soprattutto un uomo di cantiere. La sua firma è legata a interventi d’eccellenza su:

  • Cattedrali: Ruvo di Puglia, Conversano, Acquaviva delle Fonti.
  • Teatri: Curci di Barletta e il teatro di Lucera.
  • Centri Storici: Bari, Molfetta, Bitonto e Termoli.

Il volume di 568 pagine analizza come Civita usasse il progetto come uno strumento per migliorare le prestazioni statiche e funzionali dell’esistente, senza mai tradirne la storia.

Il programma della giornata

La presentazione di domani vedrà alternarsi accademici e rappresentanti delle istituzioni per ricostruire il quadro complesso del restauro come “pratica critica”:

Testimonianze: Contributi dal mondo dell’archeologia con Giuliano Volpe e dall’editoria tecnica con Schena Editore.

Saluti istituzionali: Il Rettore del Poliba Umberto Fratino, il Direttore del Dipartimento ArCoD Francesco Defilippis, e rappresentanti del Ministero della Cultura e dell’Ordine degli Architetti.

Relatori: Interventi di docenti provenienti dalla “Sapienza” di Roma, dalla “Federico II” di Napoli e dall’Università di Chieti-Pescara.

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ViviBari
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