La Puglia apre il 2026 con un doppio sguardo sul presente: da un lato l’esercizio necessario della memoria storica, dall’altro la forza liberatoria della risata come strumento di resistenza e riflessione. Due appuntamenti distinti ma profondamente connessi scandiscono il calendario di Puglia Culture, coinvolgendo scuole, territori e pubblici diversi.
Lunedì 26 gennaio 2026, alle ore 11.00, il Teatro Piccinni di Bari ospita l’evento speciale “La memoria e il presente – Incontro con Anna Foa”, inserito nella stagione del Comune di Bari “Umano collettivo”. L’incontro, con ingresso gratuito e riservato agli studenti, è realizzato in collaborazione con la Casa Editrice Laterza e si propone come riflessione sulla Shoah e sulle altre vittime della persecuzione nazista: rom, oppositori politici, omosessuali.
In un tempo in cui i testimoni diretti stanno progressivamente scomparendo, l’esercizio della memoria diventa fondamentale non solo per conservare il ricordo, ma anche per interrogare criticamente il presente e analizzare ciò che è accaduto dopo il 1945. L’iniziativa si inserisce nel più ampio contesto della Giornata della Memoria, offrendo agli studenti strumenti per comprendere l’importanza della storia e la responsabilità individuale e collettiva.
Info evento
Accanto a questo momento di approfondimento storico e civile, prosegue la tournée pugliese dello spettacolo “Tanto vale divertirsi”, con Antonella Carone, Tony Marzolla e Loris Leoci: una rilettura surreale e irresistibilmente comica dell’Amleto di Shakespeare.
Lo spettacolo nasce dalla volontà di esorcizzare la tragedia attraverso la risata. Come ricordava Ettore Petrolini, “Un po’ per celia, un po’ per non morire!”, e proprio da questa necessità prende vita “Tanto vale divertirsi”: tre attori comici provano a sottrarre Amleto al suo destino tragico. Vaudeville, teatro comico futurista, kabarett, avanspettacolo, rivista e umorismo yiddish si fondono in un caleidoscopio di linguaggi e riferimenti, mescolati alle parole del Bardo inglese in omaggio alla grande comicità del Novecento.
Il risultato è una cavalcata incessante tra frizzi, guizzi e lazzi, dove la tragedia incalza ma non riesce mai a sopraffare la gioia del gioco scenico, ricordando al pubblico che anche il teatro più serio può trovare nella risata una via di resistenza e liberazione.

