L’architettura dei palazzi di giustizia è pensata per trasmettere autorevolezza e rigore. Le aule ampie, i lunghi corridoi e le formalità procedurali compongono un ambiente ostile per la psicologia infantile. Un bambino entra in tribunale non per sua scelta ma per subire gli effetti di conflitti familiari, separazioni complesse o situazioni di disagio profondo. Chiedere a un minore di ripercorrere il proprio vissuto davanti a estranei, immerso in una scenografia pensata per gli adulti, rischia di aggiungere un trauma ulteriore a una fragilità già esistente.

La civiltà di un sistema giuridico si misura dalla sua capacità di proteggere i soggetti vulnerabili, da questa urgenza etica e procedurale nasce un nuovo spazio all’interno del palazzo di giustizia barese. Lunedì 13 luglio alle ore 10, nell’aula magna della Corte d’Appello, avrà luogo l’inaugurazione della stanza dell’ascolto della persona minore di età.

Un ambiente a misura di bambino

La nuova stanza, situata al secondo piano dell’edificio giudiziario presso il locale numero 39, rompe i rigidi schemi dell’edilizia forense. Lo spazio è stato progettato e allestito per ricreare un clima di accoglienza domestica. L’uso dei colori, la disposizione degli arredi e l’assenza di elementi formali intimidatori hanno uno scopo ben preciso: garantire serenità al minore durante i colloqui con i magistrati, gli psicologi e gli avvocati.

L’ascolto del bambino è un passaggio cruciale nel diritto di famiglia. Le sue dichiarazioni orientano le decisioni dei giudici su affidamenti e provvedimenti di tutela. Ottenere un racconto genuino e non viziato dalla paura dell’ambiente circostante eleva la qualità della giustizia ma richiede strumenti strutturali adeguati, proprio come questa nuova stanza.

Il valore della rete: istituzioni e associazionismo insieme

La realizzazione di questa infrastruttura rappresenta un caso esemplare di sussidiarietà e azione condivisa. Il risultato è il frutto di una forte convergenza di intenti tra le istituzioni forensi e la società civile organizzata. L’iniziativa testimonia come la collaborazione possa colmare le lacune del sistema pubblico per creare valore sociale.

Il progetto ha preso forma grazie al lavoro congiunto di diversi attori:

  • i vertici della magistratura barese, attraverso l’impegno dei presidenti Alfonso Maria Pappalardo e Giuseppe Di Sabato;
  • il tessuto associativo cittadino con i club Rotary;
  • l’ordine degli avvocati di Bari.

Il presidente Giuseppe Di Sabato ha svolto un ruolo chiave per catalizzare le risorse necessarie alla creazione di questo service. Un apporto decisivo per la copertura dei costi e per l’allestimento è arrivato dalla rete dei club Rotary del capoluogo. I circoli coinvolti in questo sforzo corale sono i seguenti:

  • Rotary Bari;
  • Rotary Bari-Ovest;
  • Rotary Bari-Sud;
  • Rotary Bari-Castello;
  • Rotary Bari-Mediterraneo.

Il progetto ha beneficiato dell’energia dei giovani del Rotaract Bari, a conferma di un impegno intergenerazionale per il benessere della comunità. Il supporto logistico e organizzativo ha visto la partecipazione attiva della dottoressa Maria Teresa Sette e del dottor Michele Scalera dell’ufficio di presidenza, uniti per trasformare un’idea in una risorsa concreta.

L’avvocatura a presidio dei diritti

La cerimonia di lunedì inizierà nella sala del consiglio per poi proseguire con una visita guidata ai nuovi locali. L’ordine degli avvocati ha rivolto un invito a tutte le iscritte e a tutti gli iscritti: la partecipazione diffusa a questo evento assume un significato profondo per l’intera categoria professionale.

Gli avvocati non sono meri esecutori di procedure burocratiche ma garanti dei diritti in ogni fase della giurisdizione. Difendere un minore significa anche pretendere spazi adeguati per la sua audizione. La nuova stanza dell’ascolto arricchisce la dotazione del tribunale di Bari e offre ai professionisti del diritto uno strumento in più per operare con empatia e rigore, proteggendo la sfera emotiva dei più piccoli nel momento del bisogno.

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ViviBari
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