Scendere a 70 metri di profondità nel complesso carsico più importante della regione è un’esperienza magica, ma da oggi è anche ancora più sicura. Si sono concluse le giornate di addestramento intensivo nate dal protocollo d’intesa siglato lo scorso 17 febbraio tra il CNSAS Puglia (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) e la società Grotte di Castellana srl.
Per la prima volta, i tecnici del soccorso e i dipendenti della società hanno lavorato fianco a fianco, integrando competenze specialistiche e conoscenza capillare del territorio sotterraneo.
Teoria e pratica: come si salva una vita nel sottosuolo
L’addestramento non è stato una semplice formalità, ma un percorso tecnico diviso in quattro giornate che ha visto i partecipanti impegnati su più fronti:
- Formazione teorica: Ospitata nei locali del Museo Speleologico “Franco Anelli”, dove sono state analizzate le procedure di emergenza e i protocolli di comunicazione.
- Prove pratiche in grotta: All’interno delle caverne, i dipendenti hanno testato sul campo le manovre di primo intervento.
- Tecniche di trasporto: Particolare attenzione è stata dedicata alla gestione delle barelle in ambienti angusti e scivolosi e alla stabilizzazione sanitaria dei feriti in attesa dell’estrazione.
Una garanzia per il turismo
L’obiettivo è chiaro: trasformare il personale delle Grotte in un primo presidio avanzato di soccorso. In un sito che accoglie migliaia di visitatori ogni anno, la capacità di intervenire tempestivamente per un banale infortunio o un malore fa la differenza.
<<Chi viene da noi deve sapere di poter vivere l’esperienza in totale serenità – ha dichiarato Serafino Ostuni, presidente della società Grotte di Castellana srl – Dobbiamo essere in grado di tutelare i visitatori e lo staff, assicurando un intervento rapido e sicuro anche in un luogo particolare come il nostro sito carsico>>.
Sinergia strutturale
Il legame tra il CNSAS Puglia e Castellana è ormai consolidato: le grotte stesse sono regolarmente utilizzate dai soccorritori come palestra formativa per testare nuove procedure. Con questo accordo, però, la collaborazione diventa organica, creando una “marcia in più” per la gestione del rischio in un ecosistema tanto affascinante quanto complesso.

