La Fiera del Levante apre oggi le porte alla sua 88ª edizione, ma lo fa ancora una volta senza la presenza di un Presidente del Consiglio. Al posto di Giorgia Meloni, assente per la cerimonia inaugurale, interverrà il ministro alla Protezione Civile Nello Musumeci.
Un’assenza che conferma una tendenza ormai consolidata: l’ultimo premier a presenziare all’inaugurazione della campionaria fu Giuseppe Conte nel 2020. Prima di lui, Matteo Renzi nel 2016 e Paolo Gentiloni nel 2017. Negli anni precedenti, invece, l’appuntamento barese era considerato un vero rito politico, una sorta di apertura simbolica della stagione autunnale, capace di richiamare riflettori nazionali e internazionali.
Una fiera che cambia volto
Nonostante l’assenza del premier, la Campionaria resta un evento di primo piano per il Mezzogiorno. Quest’anno sono oltre 400 gli espositori presenti, con una proposta che spazia dall’innovazione tecnologica all’artigianato, fino alle eccellenze agroalimentari e turistiche.
Tuttavia, la fiera ha perso progressivamente il suo antico appeal commerciale: gli stand dedicati agli scambi e al business hanno lasciato sempre più spazio a convegni, incontri e dibattiti tematici, segno di una trasformazione che guarda più alla riflessione e al networking che alle contrattazioni immediate.
Il tema della pace (e la polemica su Israele)
Il filo conduttore scelto per questa edizione è la pace, come sottolineato dal presidente della Nuova Fiera del Levante Gaetano Frulli: «La pace costruisce ponti e il commercio li attraversa», lo slogan che accompagna l’edizione 2025.
Eppure, la scelta di non invitare ufficialmente lo Stato di Israele, a seguito di una richiesta arrivata dal Comune e dall’Ente Fiera, ha acceso polemiche. Il tema è la pace ma l’esclusione di un Paese rischia di non essere il modo migliore per discuterne. Il chiarimento sul fatto che la scelta sia stata indicata dal Comune, e dal sindaco Leccese, non ha placato le critiche, alimentando il dibattito sulla linea politica della manifestazione.
Una fiera tra passato e futuro
La campionaria di Bari, con i suoi quasi novant’anni di storia, resta un punto di riferimento per la città e per il Sud Italia. Tuttavia, l’assenza dei premier, che un tempo consideravano l’inaugurazione della Fiera del Levante come un appuntamento immancabile, segna il cambio di passo di un evento che deve ritrovare centralità e prestigio anche sulla scena nazionale.
Per ora, Bari si gode otto giorni di incontri, mostre ed esposizioni, con lo sguardo rivolto alla sfida di saper coniugare tradizione e innovazione, in un mondo che cambia e che chiede nuove forme di rappresentanza economica e culturale.

