Una storia che nasce come favola e diventa racconto di vita, capace di parlare con delicatezza ai più piccoli e di toccare corde profonde anche negli adulti. Domenica 18 gennaio alle ore 18, il Teatro Kismet di Bari ospita “C’era una volta l’Africa”, nuovo appuntamento della rassegna Famiglie a teatro, pensata per avvicinare bambini e genitori a un teatro che emoziona e fa riflettere.
Lo spettacolo porta in scena la storia personale di Bakary Diaby, trasformata in narrazione teatrale da Stefania Marrone e Cosimo Severo della Bottega degli Apocrifi. Rivolto a un pubblico dai 6 agli 11 anni, il racconto prende avvio dalle terre assolate dell’Africa e segue le avventure di Bakary, “il bambino più affamato del villaggio”, che passa le notti a immaginare come rubare un po’ di polenta avanzata al mercato. Una fame che, simbolicamente, lo fa crescere a dismisura: troppo grande per la capanna, per la scuola, per il villaggio stesso. Da qui nasce la necessità di partire, di cercare altrove una nuova strada.
Sul palcoscenico, il viaggio di Bakary diventa quello di migliaia di persone che affrontano la migrazione dall’Africa all’Europa. Un percorso fatto di attraversamenti, incontri e scoperte, raccontato con un linguaggio accessibile e poetico, capace di restituire la complessità dell’esperienza senza mai perdere lo sguardo dell’infanzia. Fondamentali le animazioni evocative di Giovanni Antonio Salvemini, che accompagnano la narrazione e trasformano la scena in uno spazio immaginifico, dove realtà e sogno si intrecciano.
Nel suo approdo in Europa, Bakary incontra una cultura nuova che, con il tempo, smette di apparirgli estranea e diventa lentamente “sua”. È in questo passaggio che lo spettacolo trova la sua forza più autentica: raccontare l’incontro con l’altro come possibilità di crescita, riconoscimento e appartenenza.
“C’era una volta l’Africa” si inserisce nella stagione Famiglie a teatro 2025/2026, diretta da Teresa Ludovico e Gianni Forte per Teatri di Bari – Teatro della Città di Rilevante Interesse Culturale. Un cartellone che conferma la vocazione del Kismet a proporre spettacoli di qualità, capaci di educare all’ascolto, all’empatia e alla comprensione del mondo attraverso il linguaggio universale del teatro.

