Questo pomeriggio Antonio Decaro, candidato presidente della coalizione progressista, ha incontrato in un’assemblea pubblica operatori culturali e rappresentanti delle reti regionali del settore. L’incontro aveva come obiettivo la raccolta di istanze, bisogni e proposte da inserire nel programma “Puglia2030”, attualmente in fase di elaborazione.

Negli ultimi vent’anni il comparto culturale pugliese ha registrato una crescita significativa, sostenuta anche dall’intervento delle istituzioni regionali. Oggi conta 22.800 imprese (pari al 5% del totale nazionale), circa 59.700 occupati (4,7% del lavoro regionale) e un fatturato aggregato di 2,8 miliardi di euro (dati 2023). Il settore contribuisce al 3,8% del PIL regionale, un dato inferiore alla media nazionale (5,6%), ma caratterizzato da un incremento occupazionale del +3,1% rispetto al 2019.

Durante il confronto, gli operatori hanno evidenziato alcune priorità: maggiore certezza nei bandi, nelle risorse e nei tempi di programmazione; differenziazione degli strumenti di sostegno tra grandi eventi e realtà medie; valorizzazione del lavoro culturale attraverso investimenti nella formazione e nella professionalizzazione delle maestranze. Tra le proposte è emersa l’idea di una “dote formativa” nel settore dello spettacolo e delle arti, per favorire l’ingresso dei giovani e il rientro di professionisti pugliesi oggi attivi fuori regione.

Altro tema discusso è stato il sostegno alle realtà culturali minori, con l’obiettivo di diffondere eventi anche nei territori periferici. Si è parlato inoltre di destagionalizzazione, di supporto ai piccoli club per la musica dal vivo, di riuso dei beni confiscati alla criminalità organizzata e di misure per rendere più attrattivi spazi e contenitori culturali, anche attraverso il coinvolgimento delle nuove generazioni.

Aprendo l’assemblea, Decaro ha dichiarato: «La cultura è la strategia di cui si dota un territorio per investire sul suo futuro. Può essere una leva turistica o un motore dello sviluppo economico, ma non può essere un’attività secondaria. La cultura deve essere centrale nello sviluppo sociale e territoriale e frutto del contributo quotidiano degli operatori». Ha aggiunto che l’impegno del programma sarà quello di sostenere tanto i grandi eventi, che hanno già contribuito alla crescita regionale, quanto la cultura diffusa, legata alle associazioni, alle piazze e ai piccoli comuni.

L’incontro si è concluso con l’intenzione di proseguire il confronto nelle prossime settimane, nell’ottica di integrare il programma elettorale con le proposte provenienti dal settore culturale pugliese.

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ViviBari
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