Anche nel 2025 il bonus ristrutturazioni resta al 50% per le prime case e scende al 36% per le seconde abitazioni. Ma c’è una novità importante: potrà beneficiare dell’aliquota piena anche chi acquista un immobile da ristrutturare e vi trasferisce la residenza al termine dei lavori. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 8/E, fornendo importanti precisazioni operative.
L’indicazione arriva in risposta ai dubbi sollevati dopo l’ultima legge di Bilancio, che ha confermato le agevolazioni fiscali per il recupero del patrimonio edilizio (bonus ristrutturazioni, Ecobonus, Sismabonus) fino al 2027, ma con aliquote differenziate a seconda dell’uso dell’immobile.
Le condizioni per accedere alla detrazione del 50%
La detrazione del 50% è ammessa solo per gli immobili destinati ad abitazione principale. Il problema, evidenziato da molti contribuenti, riguarda chi acquista una nuova casa da ristrutturare e non può trasferirvi immediatamente la residenza.
Secondo quanto specificato dall’Agenzia delle Entrate, se al termine dei lavori l’unità immobiliare è adibita a residenza principale, si potrà comunque accedere allo sconto fiscale del 50%, anche se la residenza non era già presente all’inizio degli interventi. La regola si applica anche quando l’abitazione è destinata a un familiare del contribuente, come coniuge, parenti fino al terzo grado e affini entro il secondo.
Un’ulteriore precisazione riguarda gli interventi realizzati su pertinenze o su aree pertinenziali: anche in questo caso, se gli spazi sono vincolati all’unità abitativa e quest’ultima è adibita a prima casa, la detrazione spetta in misura piena, anche se i lavori riguardano solo le pertinenze.
Cosa succede per i condomini
La circolare fornisce anche chiarimenti sulle detrazioni per i condomini, confermando l’aliquota del 65% a favore delle persone fisiche, Onlus, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale, che effettuano interventi su edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari.
Lo sconto fiscale è riconosciuto a condizione che:
- entro il 15 ottobre 2024 sia presentata la CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata);
- sia adottata la delibera assembleare;
- sia presentata l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo, nei casi di demolizione e ricostruzione.
Ripartizione delle spese per chi ha ristrutturato nel 2023
Infine, l’Agenzia delle Entrate ha ricordato che i contribuenti che hanno sostenuto spese agevolate nel 2023 possono scegliere di ripartire la detrazione in 10 quote annuali di pari importo, con opzione da esercitare entro il 31 ottobre 2024.
Conclusione: il nuovo chiarimento permette di evitare penalizzazioni per chi ristruttura un immobile acquistato e intende farne la propria abitazione principale, anche se la residenza non è stata trasferita prima dell’inizio dei lavori. Un elemento importante per chi si muove oggi nel mercato immobiliare con l’obiettivo di coniugare acquisto, ristrutturazione e incentivi fiscali.

