Giornata da segnare in rosso sul calendario quella di domani per i 115 dipendenti della Baritech. Nuovo incontro in Sepac, la task force regionale guidata da Leo Caroli, per raggiungere un accordo che scongiuri la fine della cassa integrazione per i lavoratori. Intanto, questa mattina si è tenuta la conferenza stampa davanti ai cancelli dello stabilimento, tra gli operai serpeggiano malcontento per l’assenza di tanti rappresentanti delle istituzioni e apprensione per le decisioni della società.

C’è un accordo preliminare siglato da Baritech e Conserva che prevede la vendita dello stabilimento per 4,1 milioni di euro, 400mila già versati. Le due contraenti, tuttavia, hanno accettato di attendere eventuali nuove manifestazioni di interesse che, in caso di progetto che preveda l’assunzione dei dipendenti, avrebbero la precedenza. Ad oggi sono state tre le manifestazioni presentate ma ora siamo al momento decisivo. Come ha detto lo stesso Leo Caroli nei giorni scorsi: “Il tempo delle parole è finito, ora è quello delle proposte vincolanti”.

Grande delusione e amarezza, intanto, vengono espresse dalla Uiltec e della Uil per l’assenza alla conferenza stampa della gran parte dei sindaci dell’area metropolitana, degli assessori e consiglieri regionali, e dei parlamentari, al di là della provenienza partitica. “Se anche le istituzioni e i loro rappresentanti sono disinteressati alle sorti del territorio che li ha eletti – esordisce Filippo Lupelli, segretario generale Uiltec Puglia -, allora il destino dei 115 lavoratori Baritech è già segnato. Dubito che domani si raggiunga un accordo decisivo con il nuovo incontro in Regione, convocato dal presidente Leo Caroli per tentare di far desistere la società Conserva e convincerla a rinunciare all’acquisto dello stabilimento, così come ai 400.000 euro versati come cauzione alla Baritech“. Un aspetto non secondario e che comunque non risolverebbe tutti i problemi perché la scadenza della cassa integrazione, il prossimo 31 dicembre, si fa sempre più vicina e il tempo stringe. Aggiunge Lupelli: “In ogni caso, rimane comunque la necessità di convincere Baritech a finanziare la cassa integrazione, inoltrando la richiesta al ministero del Lavoro. Cosa che è già stata respinta con fermezza dall’azienda. I lavoratori attendono risposte urgenti e concrete entro il 15 dicembre, perchè non si sfamano le famiglie con le parole, ma con la possibilità di lavorare, cosa che nessun investitore o istituzione è, ancora oggi, nelle condizioni di poter offrire“.

Dopo l’incontro in Regione di domani, la mobilitazione dei dipendenti continuerà per le vie della città. Serve un progetto imprenditoriale lungimirante e con una disponibilità finanziaria di almeno 5 milioni di euro. 2,5 per i soli trattamenti di fine rapporto dei dipendenti e la restante parte per procedere alla reindustrializzazione del sito e per l’avvio della nuova attività.

Nei giorni scorsi c’è stata anche la visita del presidente Michele Emiliano al sit-in all’esterno dello stabilimento: “La resistenza di Baritech continua. Gli operai stanno presidiando la fabbrica per evitare rischi di qualunque tipo, perché in questo momento la fabbrica è l’elemento fondamentale della trattativa in corso. Noi come Regione Puglia chiederemo al Ministero del Lavoro di prorogare la cassa integrazione solo per il tempo necessario a chiudere la trattativa di reindustrializzazione. Questo processo è necessario in questa fase e quindi, nonostante il conflitto sia durissimo e molto alto nei toni, chiedo la collaborazione ai proprietari della fabbrica che è necessaria, valutando positivamente le prime aperture. Invito a implementare questa collaborazione, che consentirà loro di uscire nella migliore delle maniere da questa vicenda e conservare quella credibilità che è necessaria per tutte le persone ma in particolare per chi deve fare l’imprenditore”.

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