Si apre mercoledì 29 ottobre 2025 il sipario del Teatro Comunale Piccinni con Ciarlatani, di Pablo Remón, spettacolo che inaugura ufficialmente la stagione teatrale “Umano Collettivo”, organizzata dal Comune di Bari – Assessorato alle Culture in collaborazione con Puglia Culture. In scena fino al 2 novembre, la raffinata e ironica commedia segna il ritorno a Bari di Silvio Orlando, protagonista di un testo acuto e sorprendente sul successo, il fallimento e la fragilità del mondo dello spettacolo.

Dopo il grande consenso riscosso lo scorso anno con La vita davanti a sé, sempre al Piccinni, Orlando torna sul palco con una prova d’attore che coniuga leggerezza e profondità, satira e malinconia.


Una stagione che cresce e appassiona

La nuova stagione teatrale introduce un giorno in più di programmazione settimanale, con l’inserimento del mercoledì, e si apre con un risultato importante: 1.755 abbonamenti venduti, in crescita rispetto ai 1.400 dello scorso anno. Un dato che testimonia il crescente entusiasmo del pubblico barese per la programmazione del Teatro Piccinni e la qualità della proposta culturale cittadina.


Una commedia sul teatro, il cinema e l’illusione del successo

Nella traduzione italiana di Davide Carnevali, Ciarlatani è una produzione Cardellino / Spoleto Festival dei Due Mondi – Teatro di Roma / Teatro Nazionale. Accanto a Silvio Orlando recitano Francesca Botti, Davide Cirri e Blu Yoshimi.
Le scene sono firmate da Roberto Crea, le luci da Luigi Biondi, i costumi da Ornella e Marina Campanale, mentre l’aiuto regia è di Raquel Alarcón.

In soli quattro attori prende vita un universo popolato da decine di personaggi, attraversando tempi, luoghi e generi differenti. Remón intreccia le vicende di Anna Velasco, attrice in crisi professionale, e Diego Fontana, regista di successo alle prese con un momento di svolta personale e artistica. Sullo sfondo, la figura misteriosa di Eusebio Velasco, regista di culto degli anni Ottanta e padre di Anna, che diventa il filo invisibile delle loro esistenze.

Ciarlatani è una satira intelligente sul mondo del teatro e dell’audiovisivo, ma anche una riflessione sull’identità e i ruoli che ciascuno interpreta nella vita quotidiana. Con la sua scrittura brillante e stratificata, Remón costruisce un mosaico che gioca con la linea sottile tra realtà e finzione.


Note di regia: un intreccio di stili e linguaggi

Ciarlatani racconta due percorsi umani e artistici che si specchiano a vicenda.
Anna Velasco, un’attrice ormai lontana dai riflettori, vive di piccoli lavori e continua a inseguire il ruolo che la farà emergere. Diego Fontana, regista affermato di film commerciali, si trova a un bivio esistenziale quando un imprevisto lo costringe a riconsiderare la propria carriera e la propria vita.

I due destini si intrecciano attraverso il ricordo di Eusebio Velasco, padre di Anna, figura mitica e isolata, simbolo di un’arte perduta e di un tempo in cui il cinema e il teatro sembravano ancora poter cambiare il mondo.

Remón costruisce così una narrazione a più piani, dove linguaggi e stili si mescolano:

  • Il racconto di Anna ha un tono cinematografico, sospeso tra sogno e realtà.
  • La storia di Diego si muove invece su un piano più realistico e teatrale.
  • In mezzo, un frammento di autofiction, in cui l’autore stesso entra in scena per difendersi da accuse di plagio, ribaltando continuamente il confine tra verità e invenzione.

Il risultato è un’opera ibrida e affascinante, con una struttura più vicina al romanzo che al teatro, ma con la potenza evocativa della scena.


Con Ciarlatani, Silvio Orlando apre una stagione che promette di esplorare, come recita il titolo “Umano Collettivo”, la complessità delle relazioni, dei sentimenti e delle identità contemporanee.
Un inizio di stagione che celebra l’arte dell’attore, la forza della parola e la magia del teatro come specchio dell’animo umano.

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