Il Comune di Bari compie un passo decisivo verso l’approvazione del primo “Bilancio di genere”, uno strumento innovativo e fondamentale per leggere e orientare le politiche pubbliche con uno sguardo attento all’equità. È stato infatti sottoscritto l’atto aggiuntivo alla Convenzione tra l’amministrazione comunale e il CERFOPA – Centro di Eccellenza per la Ricerca e la Formazione nelle Pubbliche Amministrazioni dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, che affida al centro universitario un importante compito: formare i dipendenti comunali alla redazione del bilancio di genere, con l’obiettivo di approvarlo entro la fine del 2025.

Un bilancio che parla anche di persone

Il bilancio di genere è più di un documento tecnico: è uno strumento di trasparenza e giustizia sociale, capace di mostrare come le risorse pubbliche vengano distribuite e con quali effetti su donne e uomini. Un’analisi che non si limita ai numeri, ma che valuta in chiave di genere le scelte politiche e finanziarie dell’ente, aprendo la strada a politiche più eque e inclusive.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) del Comune di Bari, che già prevede il Gender Equality Plan (GEP) e una serie di azioni positive per il superamento delle discriminazioni legate all’orientamento sessuale, all’identità di genere e per il rispetto delle persone LGBTQI all’interno del contesto lavorativo.

Due giornate formative e un laboratorio di scrittura

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La convenzione con il CERFOPA prevede due giornate di formazione, dedicate ai dipendenti comunali, incentrate su struttura, funzioni e regole del bilancio di genere. Al termine degli incontri, si svolgerà un laboratorio pratico di scrittura, per sperimentare concretamente le tecniche e le metodologie di redazione del documento.

Un’occasione preziosa non solo per accrescere le competenze del personale, ma anche per rafforzare la consapevolezza interna dell’ente sulle dinamiche di genere che attraversano l’organizzazione e la società.

I dati: uno sguardo alla composizione di genere nel Comune di Bari

Tra i primi elementi che verranno analizzati nella redazione del bilancio, ci sono i dati sul personale comunale. Sono 1.809 i dipendenti totali, compresa la Polizia Locale, di cui 980 donne e 829 uomini. Una presenza femminile prevalente, che si riflette anche nelle posizioni operative e, in parte, in quelle dirigenziali.

  • Dirigenti: 20 donne e 25 uomini
  • Posizioni di Elevata Qualificazione (PoEQ): 46 donne e 38 uomini
  • Funzionari: 266 donne e 136 uomini
  • Istruttori: 593 donne e 559 uomini

Questi numeri, pur mostrando un equilibrio positivo nella presenza femminile, aprono la strada a riflessioni più profonde sulla distribuzione delle responsabilità, l’accesso alle progressioni di carriera e la conciliazione vita-lavoro.

Un passo culturale prima ancora che amministrativo

La redazione del Bilancio di genere rappresenta un cambiamento culturale per l’amministrazione pubblica, che non riguarda solo la gestione delle risorse, ma il modo stesso di pensare e progettare politiche inclusive. Si tratta di un impegno concreto per una città che si vuole equa, trasparente e attenta alle differenze, che riconosce il valore delle diversità come leva di sviluppo per la comunità.

“Abbiamo intrapreso questo percorso con convinzione, partendo dalla formazione interna, certi che l’approvazione del bilancio di genere, per quanto per gli enti locali non sia un obbligo di legge, sia un atto necessario, innanzitutto per riflettere su quanto possiamo fare per eliminare le differenze su percorsi, condizioni, opportunità di vita e di lavoro, partecipazione ai processi decisionali – commenta il sindaco Vito Leccese.

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