Con una netta vittoria al primo turno, Umberto Fratino è stato eletto nuovo rettore del Politecnico di Bari per il sessennio 2025-2031. Un successo chiaro, costruito su un programma che guarda alla qualità della didattica, al rapporto con il territorio e alla costruzione di una vera Città Universitaria. Con 270,90 voti ponderati, pari al 70,51%, Fratino ha battuto l’altro candidato, il professor Giuseppe Carbone, raccogliendo consenso trasversale in un momento delicato per l’istruzione tecnica e scientifica italiana.
L’elezione è avvenuta nel pomeriggio del 5 giugno nella aula magna del campus di via Orabona, tra gli applausi di studenti, colleghi e personale del Politecnico. Fratino succede al professor Francesco Cupertino, che concluderà ufficialmente il mandato il prossimo 30 settembre.
Il profilo di Umberto Fratino
Professore ordinario di Costruzioni idrauliche, Costruzioni marittime e Idrologia, Umberto Fratino è un volto conosciuto e stimato nel mondo accademico. È stato presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari, oltre che protagonista di numerosi progetti di ricerca e trasferimento tecnologico. Il suo impegno lo ha portato a lavorare non solo nei contesti accademici, ma anche a stretto contatto con imprese e istituzioni, costruendo una solida rete di relazioni tra università e mondo produttivo.
Uomo di pensiero e di azione, Fratino ama definirsi un “servitore della comunità”, come ha voluto ricordare nelle sue prime dichiarazioni da eletto: “Dobbiamo rafforzare il legame con il territorio, offrire prospettive concrete agli studenti, rendere il Politecnico un incubatore di competenze e innovazione al servizio della città e della regione”.
Una città universitaria vera
Nella sua visione, il Politecnico di Bari deve diventare sempre più luogo di vita, di incontro e di progettazione condivisa: “Dobbiamo smettere di considerare gli studenti solo ospiti della città. Sono cittadini a tutti gli effetti. Dobbiamo puntare su una città universitaria vera, integrata con la vita economica, sociale e culturale del nostro territorio”.
Tra le sue priorità, il contrasto al calo delle iscrizioni, puntando su una didattica più flessibile, interdisciplinare e attrattiva: “Il nostro primo nemico è la fuga dei giovani talenti. Dobbiamo rendere l’Ateneo un ambiente dinamico, in cui gli studenti non solo studiano, ma si sentano protagonisti e parte attiva di un progetto comune”.
Le sfide del mandato di Umberto Fratino
Fratino eredita un Politecnico in fase di trasformazione: un’università che ha consolidato negli anni il suo ruolo di polo d’eccellenza nel Mezzogiorno, ma che ora è chiamata a rinnovarsi per affrontare le sfide della transizione digitale, ecologica e demografica.
“Non possiamo più pensare di governare l’università con schemi del passato”, ha ribadito Fratino. “Serve una nuova governance, capace di valorizzare le competenze interne, di premiare il merito, e di creare ponti con le imprese, le scuole, le amministrazioni”.
Particolare attenzione sarà dedicata anche alle infrastrutture del campus, alla valorizzazione del personale docente e tecnico-amministrativo e all’internazionalizzazione.
Un mandato costruito nel dialogo
La campagna elettorale, caratterizzata da toni pacati e costruttivi, si è chiusa nel segno della convergenza e del rispetto reciproco. Fratino ha voluto ringraziare pubblicamente il suo competitor Giuseppe Carbone: “È stato un confronto serio e rispettoso. Abbiamo dimostrato che anche in ambito accademico si può competere senza polemiche, con il solo obiettivo di costruire qualcosa di utile per tutti”.
Ora, per il nuovo rettore, inizia un cammino impegnativo ma entusiasmante: quello di fare del Politecnico di Bari un modello di università aperta, dinamica e capace di parlare al futuro.

